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Il Presidente Boccia all'Assemblea Annuale dei Soci di Civita

20 luglio 2016

Altri eventi

Organizzatore: Associazione Civita

Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia è stato l’ospite d’onore dell’Assemblea dell’Associazione Civita che si è tenuta il 20 luglio scorso a Roma presso la Sala Pietro da Cortona di Palazzo Barberini.
Nel corso dell’Assemblea - alla presenza del Presidente Gianni Letta, del Vice Presidente Vicario Nicola Maccanico e del Segretario Generale Albino Ruberti – è stato nominato Vice Presidente Internazionale il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, con delega a rappresentare l’Associazione Civita nelle sue attività internazionali e di studio e ricerca.
Da sempre occasione di dialogo con prestigiosi rappresentanti delle Istituzioni e dell’imprenditoria italiana, in merito a sviluppo e futuri scenari del settore dei beni culturali, l’odierna sessione pubblica dell’Assemblea è stata occasione per un confronto in merito alle prospettive del settore imprenditoriale italiano e, in particolare, al forte legame che, da sempre, unisce questo alla cultura e alla creatività e che oggi può rappresentare un elemento strategico di sviluppo e un fattore trainante per la ripresa economica del Paese.
Alla base del successo dell’industria creativa italiana - dal design alla moda, dall’artigianato artistico fino alle arti visive – risiedono, infatti, la nostra storia culturale, la solidità della nostra esperienza artistica e del nostro genio creativo: una sinergia di valori, insita nelle nostre produzioni, capace di conferire all’Italia un nuovo posizionamento nel sistema internazionale.
Proprio in questo contesto di profonda trasformazione del nostro Paese, sospeso fra una fase di crisi ed una ripresa economica che, sebbene con tratti incerti, lascia intravedere qualche possibilità di risalita ed in cui la cultura sembra ritrovare solida centralità, la presenza del Presidente Boccia, intervistato, in questa occasione, dalla giornalista RAI Maria Concetta Mattei, costituisce un fatto particolarmente significativo per rafforzare il rapporto fra impresa e cultura e ribadire insieme che la cultura deve tornare a rappresentare uno dei principali ambiti di investimento per l’elevato valore aggiunto in termini di “immagine” che la stessa riesce a restituire.
L’affermazione del Made in Italy nel mondo è una dimostrazione che il nostro assunto era corretto e che, oggi come nel passato, la cultura è strettamente legata all’economia: la qualità della nostra cultura sostiene e trova riscontro nell’alta qualità delle nostre produzioni e la crescita di quest’ultime, insieme con l’aumentare della ricchezza, determinano un vantaggio per il patrimonio culturale italiano.
Rendere possibile l’incontro fra pubblico e privato in ambito culturale è il compito che Civita si è sempre posta nonché il fondamento della sua storia; essere a fianco delle imprese da quasi trent’anni, sviluppando progetti di collaborazione ed individuando le modalità procedurali e formali al fine di facilitare il sostegno privato a favore della cultura con le Istituzioni, preposte alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio storico-artistico, costituisce per l’Associazione motivo di grande orgoglio oltre che un’unicità nel panorama culturale italiano. 
Le imprese italiane, ed in particolare le oltre 140 imprese associate a Civita, credono nel ruolo della cultura ed impegnano in questo settore lavoro, idee e risorse economiche, svolgendo un prezioso ruolo di sostegno e supporto al Paese. Oggi, con ancor maggiore impegno e forza, Civita intende mettere a disposizione le proprie competenze ed esperienza a favore delle Istituzioni e delle imprese al fine di incentivarne una relazione duratura e proficua tanto per le prime, a cui spetta il compito di creare le condizioni per investimenti e sviluppo della domanda, quanto per le aziende che, a fronte di opportune facilitazioni e strategie, dimostrano sensibilità e interesse ad investire in cultura.
La cultura, inoltre, costituisce, un fattore trainante di una delle nostre maggiori industrie: il turismo. Gli studi sul comportamento d’acquisto del turista culturale e sui profili psicografici della domanda confermano il crescente interesse nei confronti del “patrimonio diffuso” e la propensione del turista culturale (in particolare straniero, in virtù del grado di istruzione mediamente elevato e della sua capacità di spesa) a spendere per visitare il patrimonio materiale e per vivere un rapporto cognitivo-esperenziale autentico e diretto con la cultura immateriale dei luoghi, fatta di tradizioni, folclore, artigianato, enogastronomia e tipicità. 
Se l’immagine di cui gode il nostro Paese all’estero è orientata sull’aspetto artistico-culturale, che oggi costituisce il principale fattore di attrattività per gli stranieri, risulta quanto mai prioritario potenziare il complesso di servizi ed infrastrutture correlati alla fruizione. 
Di fronte ai suoi associati e ad una nutrita rappresentanza del mondo culturale, Civita ha voluto, dunque, ribadire il ruolo-chiave della Cultura, in termini di ricchezza economica, equità, occupazione e sostenibilità, nelle dinamiche di crescita “ottimale” del nostro Paese. 
Investire in quanto contraddistingue il meglio dell’Italia nel mondo, ovvero il bello ed il bel fatto, nelle capacità di innovazione delle nostre imprese e nel know how della creatività italiana, significa investire nella nostra crescita reputazionale a livello internazionale. Una scelta ormai improcrastinabile pena la produttività e la del sistema Paese.