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Fondazioni Bancarie e Cultura: un impegno di valore.

A cura di: AA.VV.

Editore: Sperling & Kupfer Editori

Pagine: 175

Dal 1990, anno della loro introduzione nella legislazione italiana, le Fondazioni bancarie svolgono un ruolo sempre più significativo a sostegno dello sviluppo delle politiche culturali, sociali ed economiche. In linea di continuità con la tradizionale vocazione espressa in questo campo anche dalle banche di origine, il settore “beni e attività culturali” è quello che detiene il primato tra gli ambiti di intervento delle Fondazioni, che vi devolvono annualmente una quota significativa delle risorse a loro disposizione.
Nel corso di questi anni, inoltre, si è registrato un grande cambiamento: quello di considerare il bene culturale non più solo come bene da tutelare e conservare, ma anche come una risorsa di grande valore su cui puntare per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia.
Nel volume, attraverso le esperienze concrete realizzate da un campione indicativo di Fondazioni, emerge l’importanza di questi interventi nella società e nell’economia locali. L’impegno delle Fondazioni in questo campo si accompagna al grande merito di aver favorito, in coerenza con le modifiche apportate al titolo V della Costituzione, la creazione di uno spazio di cooperazione tra gli enti locali, le autorità responsabili della tutela del patrimonio artistico e culturale e le imprese private, avviando un dialogo tra istituzioni pubbliche e soggetti privati.
"L’Associazione Civita", come sottolinea Gianfranco Imperatori nella prefazione, “vede con particolare interesse questo nuovo filone d’intervento delle Fondazioni, perché, come noto, ritiene che solo una strategia integrata di valorizzazione, a livello territoriale, di risorse (culturali e finanziarie), di soggetti (pubblici e privati) e di offerte (culturali, enogastronomiche, naturalistiche, etc.), può trasformare la crescita di cultura e la conservazione dei beni artistici e storici in un volano dello sviluppo economico e sociale.”