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Donare si può? Gli Italiani e il mecenatismo culturale diffuso

A cura di: AA.VV

Pagine: 138

La pubblicazione Donare si può?Gli Italiani e il mecenatismo culturale diffuso, presentata in occasione del Convegno svoltosi a Roma il 3 dicembre 2009, contiene i risultati dell’indagine promossa dall’Associazione Civita, dal Comitato Tecnico- Scientifico per l’Economia della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e dall’Ufficio Studi dello stesso Ministero, sul fenomeno delle donazioni oggi in Italia, in particolare delle motivazioni che vi sottendono e degli strumenti che potrebbero essere attivati per favorire la crescita delle donazioni da parte di persone fisiche. L’indagine motivazionale è stata condotta dall’Associazione Civita e realizzata in collaborazione con UNICAB; ad approfondire la ricerca, uno studio sulle esperienze straniere più significative. Ulteriori analisi e studi sono stati realizzati dal Centro Studi Silvia Santagata – EBLA dell’Università di Torino e dall’ufficio Studi del MiBAC.
 Quali sono le motivazioni che spingono il singolo cittadino a donare per l’arte, per i musei e per il patrimonio artistico e culturale? In un paese come l’Italia, nel quale le risorse economiche per finanziare e sostenere il patrimonio artistico e culturale sono limitate ed insufficienti, è di fondamentale importanza, come si verifica all’estero, il contributo spontaneo dei privati. Qual è l’orientamento degli italiani rispetto alle donazioni? Quali sono, soprattutto, le motivazioni che spingono e potrebbero aumentare la spinta a donare in favore della cultura e dell’arte?
 La ricerca è stata condotta su un campione composto da 1000 individui d’età compresa tra i 25 e i 64 anni. Il profilo del donatore tipo: prevalentemente femminile, e soprattutto residente al nord. Gli ambiti che attraggono maggiori risorse sono quelli dell’assistenza sociale e della ricerca medica, ma verso arte e cultura risulta donare una percentuale del campione (5,6%) maggiore di quella che privilegia il settore ambientale (5,1%). Un italiano su tre, inoltre, si dichiara disponibile a donare una somma di denaro in favore dei musei volendo contribuire alla conservazione del patrimonio artistico-culturale del Paese.
 Inoltre emerge come in Italia le imprese (73,5%) donino molto più delle persone fisiche (solo 0,2%) e degli enti non commerciali (26,3%), in particolar modo poiché la normativa fiscale asseconda questo fenomeno. La legislazione fiscale italiana, infatti, a differenza di quella statunitense o di altri paesi europei, favorisce questo gruppo di fonti di erogazione perché permette la piena deduzione del reddito solo delle somme erogate dalle imprese, mentre i singoli cittadini possono detrarre dall’imposta lorda il 19% della donazione. L’ipotesi di innalzamento del tetto di detrazione al 50% risulta agire da incentivo per un diverso apporto nell’erogazione in particolare per il campione maschile: il 48% degli intervistati, infatti, sarebbe disposto a modificare in questo caso l’entità della cifra offerta, che passerebbe mediamente da un minimo di 33 euro ad un massimo di 109 euro, con un incremento di 12 euro sull’importo minimo e di 38 euro su quello massimo, corrispondenti rispettivamente a un +57% e ad un +53%.
 Il quadro che affiora mette in luce diversi aspetti: motivo principale della donazione per il patrimonio culturale è la superiorità delle componenti pro-sociali ed etiche del singolo, ma anche una certa sfiducia generalizzata nella gestione pubblica delle risorse; due, quindi, le raccomandazioni: nel breve periodo favorire la trasparenza riguardo la sorte dei soldi donati, ripensare gli incentivi fiscali per il cittadino e attrezzare gli impianti museali ad accogliere le donazioni dei privati; nel medio-lungo periodo bisognerebbe instaurare una politica di sensibilizzazione all’amore per l’arte e al patrimonio culturale, rafforzando le motivazioni intrinseche (senso civico, motivazioni etiche) attraverso campagne di comunicazione che mostrino l’importanza per la collettività della donazione.
 Il volume è correlato dai saggi del Prof. Walter Santagata (Università di Torino, Presidente del Comitato Economia della Cultura del MiBAC) e del Prof. Pietro Antonio Valentino (Università di Roma “La Sapienza”), che completano in maniera magistrale e dettagliata l’analisi sulle motivazioni che spingono a donare in campo culturale. Un’analisi completa dunque, su un tema che richiede sempre più attenzione, soluzioni concrete e strumenti in campo economico, fiscale e sociale, che permettano di rimuovere gli ostacoli alla volontà di donare.