La valorizzazione della Via Francigena

La valorizzazione della Via Francigena

A cura di: Sandro Polci

Pagine: 96
2006

Il volume La valorizzazione della Via Francigena. I percorsi, l’accoglienza, l’offerta culturale è uno strumento a disposizione degli attori – pubblici innanzitutto, ma anche privati, del volontariato e della cultura – per definire un quadro comune di intervento per la piena valorizzazione della Via Francigena, nel necessario connubio che lega inscindibilmente fede e identità culturale, ambiente e ragioni dell’economia, ovvero della fruizione turistica.
Vi trovano spazio i principi per lo sviluppo di una strategia di marketing territoriale, a favore di una concezione unitaria del territorio che, per la lunga filiera di comuni coinvolti – molti dei quali non godono dei bagliori turistici di altri fortunati territori – crea una modalità omogenea, innovativa e attrattiva di fruizione turistica. Non più puntuale, per singolo luogo, ma in un sistema, un cammino che lega, congiunge e fidelizza. Perché ciò accada è necessario operare secondo modalità condivise – ecosostenibili, semplici, economiche e tempestive – poiché, se mancherà anche soltanto un anello, l’intera catena sarà inutilizzabile. “Operare secondo una rete, un cammino congiunto che equipara ogni territorio nella sua rilevanza di appartenente al cammino e non turisticamente mercificato solo per le qualità oggettive (paesaggio, architettura, beni)” è la scommessa antica e nuovissima insieme.
Rimandi sintetici, al turismo religioso nazionale e spagnolo, aiutano a riflettere su come tale pauperistico fenomeno (nei modi, nei costumi, nelle economie di scala attivate) sia in realtà un moltiplicatore turistico formidabile, in considerazione di quanti ritornano a godere in una dimensione più leasure e confortevole dei luoghi pionieristicamente traversati o in quanti, grazie al passaparola, restano affascinati e subiscono la malia della prima motivazione turistica dei nostri giorni: l’emozione.
Compaiono quindi le linee guida per aiutare il pellegrino (viandante nel territorio: “per agrus”) cercando di chiarire profilo, semplici esigenze materiali e spirituali e le curiosità identitarie e culturali che sempre lo accompagnano.
Infine viene presentata una ampia e originale casistica di percorsi e spazi attrezzati: gli strumenti paesaggistici essenziali per la fruizione e l’identità della via, che tengono conto delle ragioni della sostenibilità ambientale, dell’identità dei luoghi e della parsimonia necessaria. E’ infatti evidente che ogni esperienza deve avere delle precise peculiarità.
Destino del cammino sarà la parsimonia realizzativa e gestionale, in cambio della quale al pellegrino verranno offerte grandissime emozioni.

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