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Ejzenštejn: la rivoluzione delle immagini

Firenze, Sale di Levante, Gallerie delle Statue e delle Pitture degli Uffizi

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Con Ejzenštejn. La rivoluzione delle immagini le Gallerie degli Uffizi ricordano i cento anni dalla rivoluzione socialista in Russia attraverso le opere grafiche di uno dei più grandi rivoluzionari della cultura del Novecento.  
La multiforme attività del regista, teorico e strenuo disegnatore Sergej M. Ejzenštejn (Riga, 1898 – Mosca, 1948) fu per il mondo delle immagini ciò che la sollevazione del 1917 fu per gli assetti sociali, politici ed economici dell’impero russo (e non solo), con in più la capacità di durare nel tempo, ispirando generazioni di artisti.
L’esposizione presenta i molteplici aspetti del talento di Ejzenštejn in un percorso che unisce l’attività del disegnatore a quella del cineasta, trovando uno speciale filo conduttore nel riferimento all’arte italiana del tardo Medioevo e del Rinascimento.
La selezione dei settantadue disegni, tutti provenienti dall’Archivio Statale di Letteratura e Arte di Mosca (RGALI), è avvenuta seguendo rigorosamente due principi. Il primo è l’autonomia di queste prove grafiche, comprese per la quasi totalità tra i primi anni Trenta e il 1948 e considerate dallo stesso regista una sorta di trascrizione automatica dei pensieri, capace di fissare sulla carta un flusso costante di idee che dialoga con i film e li ispira, senza però subordinarsi a essi. Il secondo discende dal primo e riguarda lo stile dei disegni, contrassegnato da una linearità sintetica che rimanda al Tre e al Quattrocento e al tempo stesso appartiene a pieno titolo al clima artistico del periodo, tra echi surrealisti e deformazioni neo espressioniste.
Grazie al disegno di puro contorno, la mostra è anche un osservatorio privilegiato sul concetto ejzenštejniano di montaggio, in primo luogo per l’attitudine della figurazione a smembrarsi e ricomporsi secondo “montaggi” che aprono a significati sempre nuovi, ma soprattutto per il valore di una grafica che va apprezzata nel suo dispiegarsi in sequenze, secondo strisce da definirsi davvero “cinematiche”. Esse infatti sono disposte in serie ravvicinate come ideali fotogrammi e dialogano con i film del grande regista, i quali scorrono sulle ampie pareti di alcune stanze delle Sale di Levante della Galleria delle Statue e delle Pitture. 
Anche il materiale cinematografico di Ejzenštejn è stato allestito in mostra in funzione di un suggestivo rimando all’arte del passato e alle idee sul montaggio. Questa rivoluzione delle immagini, che introduce per la prima volta agli Uffizi la settima arte (come veniva definito il cinema da Ejzenštejn), ha dunque un volto antico e uno moderno uniti in continua dialettica. 
La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Marzia Faietti, Pierluca Nardoni, Eike D. Schmidt, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi, la Fondazione Cineteca di Bologna, l’Archivio Statale di Letteratura e Arte di Mosca (RGALI), il Museo Statale delle Belle Arti “A.S. Puškin” e Firenze Musei.
Vedi anche la sala stampa

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