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Firenze, Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti

Nel quarto centenario della nascita di Leopoldo de’ Medici, le Gallerie degli Uffizi hanno voluto dedicare un’esposizione alla sua figura con lo scopo di presentare al pubblico esempi significativi del suo gusto nei diversi campi in cui esercitò la sua azione di conoscitore.
La mostra Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti, ospitata nelle prestigiose sale di rappresentanza del Tesoro dei Granduchi a Palazzo Pitti, è a cura di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli, Maria Sframeli, ed è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. Realizzazione dell’allestimento, produzione, gestione, comunicazione e coordinamento della mostra sono affidati a Opera Laboratori Fiorentini – Civita.
Enciclopedica figura di erudito, divenuto cardinale all’età di cinquant’anni, Leopoldo de’ Medici (Firenze, 1617 – 1675), figlio del granduca Cosimo II e dell’arciduchessa Maria Maddalena d’Austria, spicca nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Alla morte del Cardinale, la maggior parte delle opere a lui appartenute entrarono nelle collezioni granducali e molte di esse furono espressamente destinate dal nipote, il granduca Cosimo III, ad abbellire la Galleria degli Uffizi: l’ingresso sistematico dell’eredità di Leopoldo nelle raccolte del principale museo della Casata toscana provocò uno dei più radicali rinnovamenti nella sua storia.
Proprio nella reggia medicea erano custodite in origine le vastissime raccolte di Leopoldo, ospitate nel suo fastoso appartamento al secondo piano di Palazzo Pitti, allestito con gusto improntato al Barocco romano.
Dotato di una forte memoria visiva, Leopoldo riuscì a predefinire la sua collezione vedendone, già dagli anni precoci dei primi acquisti, la futura morfologia, la struttura portante, lo stile e la qualità che avrebbero assunto un’impalcatura concettuale in grado di resistere e affascinare fino ai nostri tempi. Niente fu lasciato al caso e le circostanze che videro promuovere contrattazioni anche lunghe e articolate, si attennero sempre al rigore di una precisa prassi.
Nel tempo in cui a Roma si effettuavano importanti campagne di scavo, Leopoldo concluse l’acquisto di busti e sculture antichi di notevole pregio artistico. Vicino alla scuola galileiana, il Principe fu, insieme al fratello Ferdinando II, promotore dell’Accademia del Cimento (1657 – 1667), diretta espressione dell’atteggiamento sperimentalista che fiorì nella corte medicea pochi anni dopo la morte di Galileo Galilei. Nella collezione del Cardinale diversi erano gli strumenti appartenuti al grande scienziato, identificati in questa occasione nelle raccolte del Museo Galileo di Firenze.
Interessato ai viaggi in terre lontane, vissuti attraverso le cronistorie letterarie, Leopoldo riunì nelle sue collezioni rarità naturali e oggetti preziosi dall’Oriente e dai paesi del Nuovo Mondo.
I contatti con il Nord Europa lo portarono a collezionare importanti gruppi scultorei in avorio di carattere sacro e profano, mentre la profonda religiosità che si respirava alla corte medicea lo spinse a commissionare preziosi reliquiari che, dispersi nel corso del XVIII secolo in alcune basiliche della Toscana, sono stati riuniti in occasione dell’esposizione.
Se è impossibile ricreare gli ambienti dell’appartamento del Cardinale e riunire i numerosissimi dipinti della sua collezione (i risultati degli studi condotti in occasione della mostra saranno in catalogo e su supporti informatici), una scelta mirata riuscirà comunque a evocare lo sfarzo delle sue stanze dove i quadri di Tiziano, Pontormo, Botticelli, Parmigianino, Veronese, Bassano, Correggio si stagliavano sul fondo rosso delle pareti rivestite di taffetà nel fulgore delle loro cornici dorate, disegnate da artisti di chiara fama, quali Pietro da Cortona o Ciro Ferri.

Riferimenti

Leopoldo de' Medici. Principe dei collezionisti
Firenze, 7 novembre 2017- 28 gennaio 2018
Tesoro dei Granduchi, Palazzo Pitti, Gallerie degli Uffizi,