Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Napoli, Kokocinski. La vita e la maschera: da Pulcinella al clown

Lo scorso 7 aprile a Napoli ha aperto al pubblico la mostra Kokocinski. La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown, ospitata nelle sale del Museo Archeologico Nazionale e dedicata all’artista Alessandro Kokocinski di Porto Recanati.
La mostra, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro - Italia Mediterraneo con la collaborazione tecnica di Civita e a cura della Fondazione Alessandro Kokocinski, rappresenta l’ideale prosecuzionedell’esposizione realizzata nel Museo di Palazzo Cipolla a Roma nell’anno 2015.
L’esposizione contempla un corpus di oltre settanta opere polimateriche dalle tecniche fortemente innovative – dipinti, sculture, altorilievi, installazioni, disegni, filmati, versi poetici, libri d’artista – ispirate alla metamorfosi della «maschera», che l’artista definisce «mediatrice fra noi e il vuoto insondabile celato», la cui iconografia accompagna da sempre la storia e la storia dell’arte: fra mito, finzione, realtà. La cartapesta – medium essenziale di quasi tutti i lavori – è assoluta protagonista, elemento coagulante, materia dell’effimero. Il limite tra pubblico e palcoscenico si assottiglia fino a scomparire. La marionetta si cala nell’umano, l’umano si trasforma in burattino.
Il progetto espositivo propone atmosfere dal forte impatto scenografico ed evocativo, largamente ispirate al tema del mascheramento e rispecchiamento: tra identità, doppio, disidentità. Il percorso si articola in sei aree (L’Arena, Pulcinella, Petruška, Sogno, Il Clown, Maschera Interiore), scalate con continuità di rimandi, ed è animato da tre grandi installazioni che compongono una miscellanea figurativa satura di spunti linguistici, rielaborazioni di opere precedenti assemblate in nuove configurazioni, variazioni tematiche, affacci e ritorni: tutte sostenute dal rapporto tra finzione e realtà.
Perturbante a tratti e più che mai soave, Kokocinski combina gli spunti del fantastico di impronta russa col realismo sudamericano, la tradizione pittorica italiana e spagnola coi monumenti del teatro popolare napoletano, il dettato dell’arte scenica con quello della componente circense. È infatti al circo che afferisce la maggior parte delle opere esposte – alla cui selezione ha contribuito l’autore stesso – da Kokocinski ben conosciuto per avervi lungamente lavorato. Pulcinella affianca Petruška, si mescola alle clownerie, la stravaganza teatrale si alterna alla gravità, gli esercizi coi cavalli alle tauromachie. In una galleria di composizioni mosse da flussi esistenzialisti. La coscienza della maschera umana tutto permea. E il mascheramento diviene verità.
Afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che – come detto – promuove e sostiene l’evento: «La mostra del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, oltre a rappresentare il punto più alto della produzione artistica di Kokocinski, può considerarsi anche una sintesi del suo percorso esistenziale. L’arte del Maestro va letta, infatti, in parallelo alla sua esperienza di vita, e la mostra dà un forte contributo in tal senso, in quanto costituisce l’occasione per conoscere non solo l’opera di un uomo che ha vissuto direttamente alcune tra le più grandi tragedie del Novecento, ma anche quella di un artista che ha avuto la fortuna di vivere una delle più dinamiche stagioni dell’arte, quella degli anni Settanta, fatta di ricerca, sperimentazione e scoperta.
Il messaggio quanto mai attuale di Kokocinski, in conclusione, ruota intorno al rispetto per la dignità umana, condizione indispensabile perché questo nostro mondo sia sempre più orientato alla mutua comprensione e alla collaborazione tra i popoli, al di là delle rispettive convinzioni religiose, culturali e politiche di ciascuno. Non posso quindi fare a meno di esprimere il mio personale ringraziamento a Kokocinski, cui sono legato per via di un sincero rapporto umano protrattosi negli anni e caratterizzato da un proficuo scambio culturale, che mi ha permesso, tra l’altro, di comprendere appieno la poetica artistica del Maestro avvalorata dall’apprezzamento per le sue opere.».

Riferimenti

Kokocinski. La vita e la maschera: da Pulcinella al clown
Napoli, 7 aprile – 5 giugno 2017
Museo Archeologico Nazionale
Piazza Museo, 19