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Siena, Ambrogio Lorenzetti e la sua grande produzione artistica

A Siena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre ha aperto al pubblico la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, può essere considerata tra le più importanti organizzate quest’anno in Italia. A Opera–Civita sono state affidate la realizzazione dell’allestimento e la comunicazione della mostra.
L’esposizione, curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito “in più tappe”, avviato nel 2015 con l'iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell'attività dell'artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l'avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell'artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri: il ciclo di affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi, e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.
In mostra e nel catalogo tornano così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese e quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, quest’ultimo a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione.
Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca, è ancora poco noto al pubblico per quel che concerne l’insieme della sua produzione artistica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua straordinaria attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incircail settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra - grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate - sono esposte, tra le altre, opere provenienti dal  Musée du Louvre, dalla National Gallery di Londra, dalle Gallerie degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dalla Yale University Art Gallery - ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.
Ambrogio Lorenzetti – afferma il direttore del Santa Maria Daniele Pittèri – è stato uno dei massimi pittori del XIV secolo, uno straordinario innovatore dei linguaggi stilistici e iconografici del suo tempo, oltre che un’artista di elevate e raffinate qualità intellettuali. In un periodo in cui progressivamente, e fortunatamente, si sta abbandonando la logica delle grandi mostre blockbuster per abbracciare quella della riscoperta e della riflessione monografica sui grandi artisti del passato, un’esposizione dedicata a Lorenzetti assume un valore che va oltre l’impatto dell’evento.
Oltre l’indubbio valore culturale – prosegue il sindaco Bruno Valentini – questa mostra ha anche un valore civile, in particolare per una città come Siena che sta uscendo dalla crisi che la investita nell’ultimo decennio, e in generale in un momento in cui la riflessione sul “bene comune” è molto attuale.
Ha un valore metodologico, perché gruppi di lavoro diversi, afferenti a istituzioni diverse (Comune, Università, Soprintendenza), hanno saputo lavorare in parallelo guidati da un obiettivo comune, rilanciando un livello di collaborazione istituzionale che è fondamentale per gestire grandi progetti.
Ha un valore per il Santa Maria della Scala, perché grazie a questa mostra e agli investimenti dell’amministrazione comunale si ripresenta sullo scenario nazionale come un museo a tutto tondo, con offerte temporanee e permanenti e con una dotazione infrastrutturale, soprattutto in termini di sicurezza, pressoché unica in Italia.
Il percorso espositivo della mostra è arricchito inoltre dalla presenza di un’audioguida in più lingue e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo.

 

Sito web: www.ambrogiolorenzetti.it

Riferimenti

Ambrogio Lorenzetti
Siena, 22 ottobre 2017  - 21 gennaio 2018
Complesso museale Santa Maria della Scala
Piazza del Duomo, 1