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Nuovi Musei, Nuova Comunicazione

23 Novembre 2016

A seguito della pubblicazione e della presentazione del suo X Rapporto “#SOCIALMUSEUMS. Social media e cultura fra post e tweet”, incentrato sul rapporto fra social media e mondo della cultura, l’Associazione Civita, attraverso il workshop “Nuovi musei, nuova Comunicazione”, previsto per giovedì 24 novembre 2016 alle ore 10.00 presso la Sala Gianfranco Imperatori della propria sede romana, promuove un nuovo momento di confronto sul modo in cui l’utilizzo delle tecnologie social abbia inciso sull’organizzazione dei musei stessi e quali sono le modalità per verificarne l’efficacia.
Per i grandi musei pubblici italiani, la “riforma Franceschini” non ha previsto unicamente la nomina di nuovi direttori ma ha interessato anche la governance, i servizi offerti e la propria autonomia, richiedendo loro un arricchimento, in misura sempre maggiore, dei fruitori reali o virtuali e, di conseguenza, l’adozione di incisive e mirate attività di marketing. Cogliere le potenzialità offerte dai social media diviene quanto mai necessario per i nostri musei, in particolare per istituzioni ed operatori culturali che intendano orientare il proprio operato verso una comunicazione multidirezionale e multicanale volta ad un dialogo attivo con il proprio pubblico.
Ad oggi, l’utilizzo dei social come mezzo per entrare in relazione con i propri pubblici o per attrarre visitatori non sembra costituire, per i nostri musei, un obiettivo strategico e rilevante; una realtà, questa, dovuta alla poca esperienza finora accumulata nonché dalla difficoltà di associare una piattaforma ad obiettivi specifici e, di conseguenza, monitorarne gli impatti quali/quantitativi. Sono, pertanto, i social multifunzionali, quali Facebook, Twitter e Google+ (seguiti ad una certa distanza da Instagram, Pinterest e YouTube) quelli ritenuti più efficaci dai musei ed utilizzati, in particolare, per stimolare la creazione di contenuti autocreati (user generated content), favorire l’apprendimento ed arricchire la fruizione o condividere i contenuti.
Insieme con alcune realtà museali che, per prime, si sono confrontate con questo nuovo approccio, il punto di vista degli esperti e di coloro che, anche se in settori differenti da quello museale, hanno sperimentato le potenzialità offerte dai social, l’incontro si propone di fare il punto sugli impatti organizzativi e gestionali dei musei a fronte dell’utilizzo dei social media e di mirate attività di marketing e comunicazione. Un’azione centrale, ad oggi, per trasformare i nostri musei in protagonisti del tessuto economico e sociale delle città, conferendo loro ancora più forza per generare inclusione, coinvolgimento e partecipazione attiva.
Come emerso dal X Rapporto Civita, per dare l’avvio a tali processi, risulta quanto mai necessario intervenire, in maniera prioritaria, sui seguenti fronti:

-  in termini di politiche museali, vanno promosse quelle che abbiano quale priorità il rafforzamento delle relazioni con i fruitori e l’attrazione di nuovi pubblici, in linea con  una nuova visione del museo, dando vita a quello che è stato definito il “museo relazionale” o, nel contesto statunitense, the participatory museum, enfatizzandone l’aspetto dinamico e interattivo;

- riguardo alle professionalità addette alla comunicazione museale, occorre prevedere opportuni investimenti affinché acquisiscano un’adeguata preparazione tanto sulle caratteristiche delle diverse piattaforme - in modo da effettuare scelte coerenti con gli obiettivi che l’organizzazione si pone - quanto sui linguaggi “semplici e informali” da adottare nell’uso di tali canali. Per far fronte ai costi di investimento e gestione necessari all’acquisizione di personale qualificato, una valida risorsa risiede nell’uso integrato di fondi nazionali comunitari (Agenda Digitale, Horizon 2020, Erasmus+, Industria Creativa ecc) nonché  la realizzazione di partenariati europei orientati al sostegno di progetti di innovazione tecnologica;

- le istituzioni museali, infine, devono accrescere il proprio ruolo identitario e valoriale, a garanzia della qualità della cultura trasmessa e a favore di una redistribuzione dell’accesso alla conoscenza, valutando pregi e difetti rispetto ai propri obiettivi. Al contempo, i nostri musei, devono essere messi in grado di dare l’avvio ad una progettualità innovativa, volta da ottimizzare le funzioni delle piattaforme social in linea con le esigenze del museo stesso ma anche, e di comune accordo, con quelle di centri di ricerca e imprese innovative del settore.