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Visitatori e introiti di musei, monumenti, aree archeologiche e cricuiti museali statali - serie storica '98-'08

28 Agosto 2009

Il documento sviluppa un’analisi comparata sull’andamento di visite ed introiti negli Istituti culturali statali, quali musei, monumenti ed aree archeologiche e circuiti museali[1].

Come si evince dal Grafico 1. e dai dati riportati nella successiva tabella, il trend dei visitatori appare in crescita, facendo segnare nell’ultimo decennio un aumento complessivo di accessi nell’ordine del 19,5%, con un picco registrato nel 2000 (anche a seguito dell’introduzione dei Circuiti museali) e leggere flessioni nell’ultimo biennio.

Le aree archeologiche si confermano come tipologia di bene di gran lunga preferita dal pubblico (48% degli accessi totali del 2008), seguite dai musei (30%) e dai circuiti (22%). Sono, tuttavia, questi ultimi a registrare la performance migliore nel lungo periodo, con tassi medi di crescita delle visite sempre positivi (eccetto una lieve flessione nell’ultimo anno) e superiori a qualunque altra categoria di bene. Si tratta effettivamente di modelli di coordinamento gestionale in forte evoluzione e il numero stesso di realtà museali aderenti a circuiti è nettamente cresciuto dal 1999.

Analizzando le variazioni percentuali degli afflussi rispetto all’anno precedente, emerge come solo nel 2000, 2004 e 2006 tanto i musei, quanto i circuiti e le aree archeologiche abbiano simultaneamente prodotto incrementi di visitatori, pur con tassi di crescita notevolmente diversi.

Passando ad analizzare l’andamento decennale degli introiti lordi degli Istituti, emerge una tendenza alla crescita assai accentuata, e comunque più che proporzionale rispetto a quella rilevata nello stesso periodo per i visitatori (Grafico 3.).

Come mostra la Tabella 2., dal 1998 al 2008 gli incassi sono aumentati complessivamente del 57,6%, con un trend in costante crescita, fatte salve le due lievi flessioni del 2003 (-0,6% sull’anno precedente) e del 2008 (-1,9%). Il contributo principale è fornito dai circuiti museali (i cui introiti nel 2008 hanno pesato il 40% del totale), mentre musei ed aree archeologiche (che pesano ciascuna circa il 30% del totale) hanno mostrato un andamento altalenante, con periodi di crescita seguiti da anni di flessione anche piuttosto accentuata.Il Grafico 4. illustra come fino al 2004 i ricavi museali fossero la componente preponderante, mentre nell’anno successivo si raggiunge una sorta di equilibrio con le atre categorie di bene (con introiti medi di 30,5 milioni di euro annui), fino alla successiva consolidata superiorità dei circuiti.

Rapportando gli introiti con il numero di visitatori paganti, è possibile definire l’ammontare del contributo pro-capite versato per l’accesso al bene. Attualmente il visitatore spende mediamente 4,74 euro per accedere ai musei, 6,26 per monumenti ed aree archeologiche e 7,95 euro per i circuiti. In ottica decennale (Grafico 5.) appare un andamento piuttosto altalenante per tutte le tipologie, con un’elasticità della curva particolarmente accentuata per le aree archeologiche.

[1] Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali annualmente fornisce i dati sulla base dei quali sono state predisposte le seguenti elaborazioni. Le unità statistiche di riferimento variano di anno in anno e, per il 2008, sono i 400 Istituti culturali aperti al pubblico, ripartiti in 199 musei (di cui 140 a pagamento e 59 gratuiti) e 201 fra monumenti ed aree archeologiche (di cui 82 a pagamento e 119 gratuiti).

Centro Studi "G. Imperatori"