home page > Il nostro blog > 2009 > marzo > Il federalismo e il nostro futuro
Il federalismo rappresenta la grande sfida per il futuro del nostro Paese dalla quale, ormai, sembra non possiamo più prescindere. Affianco agli entusiasmi, non mancano, certamente, i dubbi e le preoccupazioni.
Da una parte, infatti, il federalismo recupera i concetti di responsabilità, di semplificazione e di autonomia che rappresentano valori decisivi per un paese che voglia realizzare il nuovo modello di sviluppo imposto dalla globalizzazione.
Dall’altra, invece, esso rischia di evidenziare la forte dicotomia tra regioni ricche e regioni povere, nonché tra diversi settori economici e di investimento.
Nessuno, però, si illuda che l’Italia possa partecipare alla nuova stagione dello sviluppo conservando le sue tradizionali divisioni: la condizione essenziale, piuttosto, è che i protagonisti del territorio sappiano individuare le strategie di una crescita che, per essere reale e concreta, spinga in avanti tutto il Paese, individuando con attenzione e lungimiranza gli ambiti sui quali intervenire con investimenti, politiche e iniziative concrete e coraggiose.
In questo scenario, uno dei settori che potrà fortemente risentire, in positivo come in negativo, del federalismo, ma che a sua volta, potrà contribuire a farne emergere ed esaltarne gli aspetti positivi, sarà quello dei beni culturali, ampiamente distribuito su tutto il territorio italiano. Siamo, infatti, convinti che, ai nostri giorni, la cultura, l’identità prodotta dal nostro patrimonio, rappresentano uno dei settori in grado, nel breve periodo, di mettere le amministrazioni locali nella condizione di recuperare il gusto della programmazione. L’arte, la natura, il paesaggio antropizzato, costituiscono e sempre più costituiranno un modello di sviluppo qualitativo degli asset fondamentali che possono creare valore aggiunto al settore manifatturiero e una nuova economia immateriale.
Questo però, a condizione che le Regioni sappiano:
Linee di indirizzo e incentivi specifici derivati da una politica di questo tipo potranno favorire un maggiore, più costante e programmato sostegno alla cultura da parte dei privati.
Creando le condizioni per uno sviluppo che, a partire dall’asset cultura, potrà dare impulso a molteplici settori dell’economia reale, dalle infrastrutture turistiche alle nuove tecnologie, anche e soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia. Siti straordinari come Pompei e Piazza Armerina potrebbero diventare, in questo scenario, le grandi multinazionali della cultura e della tecnologia.
Per la nostra esperienza, siamo convinti che tutto questo è possibile: ma è necessario che già dal 2009 si avvii un dibattito concreto su questi temi per definire il vero significato del federalismo, abbandonando la sterile strada degli slogan.