Paura di valorizzare gli edifici storici?
Pietro A. Valentino, Docente di Economia Urbana, Università “La Sapienza”, Roma
Tema: tutela e valorizzazione
L’Italia è una “terra di bellezze e di rovine” poiché esiste ancora l’ edilizia storica che, in parte, è ben conservata ma in altra consistente parte è in stato di abbandono e di degrado. Questo soprattutto perché la proprietà (pubblica o privata) non ha le risorse economiche e progettuali per riutilizzare un così vasto patrimonio.
Le proposte elaborate per attribuire nuove funzioni a questi spazi della memoria collettiva rappresentano, spesso, una strategia che rende conveniente l’investimento finanziario per il loro recupero e valorizzazione, e permette di conservarli fisicamente e funzionalmente per le generazioni che verranno.
Eppure, queste proposte strategiche non riescono a trasformarsi in un piano di azione, in progetti e investimenti.
Le ragioni che vengono addotte per inibire di fatto la concretizzazione in Italia di strategie già sperimentate con successo in altri paesi europei sono diverse: vincoli di natura conservativa; struttura delle preferenze sociali e individuali; assenza delle convenienze economiche; difficoltà operative; precise scelte politiche che favoriscono la costruzione del nuovo piuttosto che il recupero dell’esistente.
Motivazioni che, però, possono facilmente venire confutate e che, ad un esame attento, non riescono a giustificare il mancato riutilizzo degli edifici antichi per uso residenziale o turistico.
A me sembra che simili strategie non si concretizzino, piuttosto, per un ritardo culturale o peggio per una pigrizia mentale che porta a scegliere gli interventi più semplici invece di quelli più complessi . E voi che ne pensate?
Commento di andrea corso inserito il 22 Ottobre 2009:
« Buongiorno, l'argomento del blog è estremamente interessante e meriterebbe ulteriori approfondimenti in relazione, ad esempio, alla valorizzazione del patrimonio disponibile degli enti locali. La " pigrizia mentale", o malafede, con cui le amministrazioni pubbliche (specie quelle locali) approcciano il tema della valorizzazione degli edifici di pregio e/o antichi specialmente se di loro proprietà e la cui destinazione ai consueti utilizzi culturali e/o museali diventa impossibile da attuare viste le condizioni dei bilanci degli Enti stessi, è, in molti casi giustificata più da logiche di bottega che da un progetto unitario e condiviso. In quanto piccolo imprenditore ho toccato con mano questa realtà e rimango a Vs. disposizione per qualunque ulteriore informazione e chiarimento.
Sono venuto a conoscenza dell'iniziativa "Hotel della Cultura" per la presentazione fatta a Palermo nella sede della Fondazione BdS e mi aspetto che essa prosegua specialmente nell'azione di sensibilizzazione delle Pubbliche Amministrazioni. Non credo, però, che sarà una battaglia facile. Buon lavoro. »
Commento di Carolina Collaro inserito il 21 Ottobre 2009:
« Salve ,trovo questo argomento molto interessante e chiederei all'autore di segnalare e descrivere le esperienze europee di cui si parla,dal canto mio posso segnalare che a roma la scorsa estate si è tenuta un'interessante iniziativa all'auditorium dell'ara pacis ,per lanciare gli "hotel della cultura"e cioè un recupero degli antichi manieri alberghi in sintonia con la cultura ed i costumi locali e nell'ottica del "turismo culturale "cioè responsabile e sostenibile per lo sviluppo dell'economia e dei territori .Poi non se ne è saputo più niente ,a dimostrazione di quanto siano vere le ipotesi lanciate dal blog.
Carolina Collaro »