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Galileo. Immagini dell’universo dall’antichità al telescopio

Paolo Galluzzi
Tema: cultura e attualità

Dai tempi più remoti, fino a Galileo e oltre, l’astronomia è stata una scienza ‘universale’, intrinsecamente legata alla metafisica, alla filosofia e alla riflessione sul divino. Se si è sviluppata in relazione diretta e costante con la matematica e con la musica, essa ha attirato l’attenzione degli uomini in maniera del tutto speciale perché prometteva risposte a fondamentali aspettative di natura pratica: misurare il tempo; svolgere le attività agricole; affrontare con sicurezza la navigazione; imparare a leggere negli astri il proprio destino; riconoscere le inclinazioni naturali generate dalle influenze celesti al momento della nascita; individuare le posizioni degli astri più propizie per assumere decisioni importanti nella vita individuale e nell’esercizio delle funzioni pubbliche (fondare uno Stato o una religione, dare il via a una guerra, ecc.) o per prevedere con precisione il verificarsi di eventi astronomici, come eclissi e comete, dalle conseguenze nefaste.
La visione dell’astronomia antica, medievale e della prima età moderna come una scienza globale e trasversale ha ispirato il progetto della mostra allestita a Palazzo Strozzi per celebrare il quarto centenario dell’utilizzazione astronomica del cannocchiale da parte di Galileo. Si confida che l’esposizione serva a dimostrare come lo straordinario percorso compiuto dall’umanità nello sforzo di decifrare i segni del cielo risulta penosamente impoverito dalla sua riduzione a semplice cronaca delle scoperte astronomiche o del progressivo perfezionamento degli strumenti di osservazione e di calcolo.
La prospettiva adottata nella mostra è quella di mettere in evidenza lo stretto collegamento che si osserva in tutte le epoche tra l’evoluzione delle conoscenze astronomiche e lo sforzo compiuto per fare in modo che le novità via via acquisite dessero risposta alle aspettative e ai timori che da sempre caratterizzano lo sguardo non disinteressato dell’uomo verso il cosmo.
A partire dalle antiche civiltà dei popoli della Mesopotamia e del delta del Nilo, nelle quali affondano le radici della cultura occidentale, Galileo. Immagini dell’universo dall’antichità al telescopio illustra, attraverso reperti di eccezionale valore documentario e di suggestiva bellezza, la complessità e varietà delle relazioni che l’umanità è venuta intrattenendo col cielo. Il visitatore è invitato a compiere un viaggio affascinante attraverso la stabilizzazione dell’immagine dell’universo nella forma di una sfera perfetta operata dalla cultura greca e consolidata grazie a un raffinato impianto geometrico in età alessandrina. Ha poi l’occasione di ammirare il grande contributo offerto dai maggiori rappresentanti della cultura araba, la straordinaria operazione culturale dell’evangelizzazione del cosmo pagano compiuta dai Padri della Chiesa e dai grandi esponenti del pensiero teologico medievale. Gli viene prospettata la grande stagione del Rinascimento, che vide la rinascita degli dei antichi e la pervasiva suggestione esercitata dai temi cosmologici sul mondo dell’arte e dell’architettura. Incontra, infine, Copernico, l’uomo che segnò una svolta profonda, aprendo la strada a Galileo, un nuovo Cristoforo Colombo (come fu percepito da molti contemporanei) che non aveva però scoperto solo un continente, ma svelato un’immensa nuova dimensione, portando al collasso un blocco di sapere che dominava incontrastato da due millenni.
Non deve dunque sorprendere che nella mostra entrino spesso in scena poesia e letteratura (mezzi espressivi largamente usati – basti pensare al poema astronomico di Arato o alla continua presenza dell’astronomia nella Commedia di Dante – per trasmettere l’emozione generata dalla riflessione sulla struttura e sulla grandezza dell’universo), l’architettura (costruzioni imponenti come le piramidi o le cupole, sia del mondo pagano che nel culto cristiano, e segni monumentali di vistoso rilievo, come gli obelischi, rappresentavano precise evocazioni dell’incombere ossessivo del cosmo sulla vita dell’uomo), la musica (il tema della musica delle sfere accompagna costantemente la riflessione cosmologica), l’arte (il cosmo, i suoi caratteri, le divinità che vi abitano e le intelligenze angeliche che lo muovono hanno ispirato tanta parte della produzione artistica), la politica (i potenti della Terra hanno cercato fin dai tempi più remoti la legittimazione della loro funzione nelle stelle), la religione (in tutte le espressioni della religiosità il tema della cosmogonia riveste un ruolo essenziale) e, naturalmente, l’astrologia. Quest’ultima è stata uno dei motori fondamentali dell’impegno dell’uomo nella ricerca astronomica, a motivo dell’enorme valore pratico attribuito ad essa. Se si è riusciti oggi a marcare una distinzione netta tra astrologia e astronomia (ma non senza grande fatica e comunque mai in maniera completa), non dobbiamo dimenticare che per millenni questi due termini sono stati considerati intercambiabili e che anche quei protagonisti della ricerca astronomica che sentiamo più vicini alla mentalità moderna (come Galileo e Kepler) preparavano oroscopi per parenti stretti e grandi personaggi.

 
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