La prima fase del progetto, quella di analisi del territorio, ha prodotto la divisione del Distretto in quattro poli diversi, ognuno contraddistinto da una specifica miscela di risorse culturali da valorizzare, corrispondenti alle fasce dell’Alta Tuscia, l’Area di Viterbo, la Cintura del Sud e il Sistema dei Centri Storici. Per ognuno di questi poli è stata individuata una strategia innovativa in grado di coniugare in maniera ottimale la valorizzazione dei beni culturali con lo sviluppo delle attività produttive che caratterizzano lo specifico ambito locale. Le strategie sono state accompagnate dalla progettazione di interventi pilota e dall’analisi delle risorse finanziarie pubbliche, potenzialmente attivabili per la loro implementazione. L’analisi è stata inoltre corredata dall’ideazione di azioni a sostegno del distretto culturale su scala provinciale, quali “La messa in rete dei beni culturali”, “Il Piano di comunicazione”, “Il Sistema di Qualità Globale” e “Un modello di gestione” per la fase attuativa del Distretto, che prevede la costituzione di un’Agenzia di sviluppo che consenta da un lato una gestione unitaria e coordinata del processo di valorizzazione, e dall’altro supporti gli operatori locali nell’erogazione dei servizi. Ciascuna delle quattro fasce, inoltre, godrà di progetti pilota tarati sulla base delle specifiche strategie individuate. Sono previsti dunque interventi multisettoriali, come “La rete integrata dei musei e delle aree archeologiche”, “La Casa0 dei Sapori” e “La Scuola sull’acqua” per l’area dell’Alta Tuscia; “La Fabbrica dell’arte a Valle Faul”, “L’Enoteca provinciale” e “Il Salone agroalimentare” per la fascia di Viterbo; “La Scuola superiore di arti mestieri e design”, “Le Saline di Tarquinia” e “La Convegnistica residenziale” nella cintura del Sud; “Il Paese albergo” e “Il distretto equestre” per il Sistema dei Centri Storici.