home page > Studi e Progetti > Centro Studi "Gianfranco Imperatori" > Musei e istituti culturali > Visitatori e introiti di musei, monumenti e aree archeologiche statali - Sintesi 2008
Le elaborazioni presentate nelle tavole e nei grafici che seguono descrivono l’andamento su base annua e mensile delle visite e degli incassi registrati negli Istituti culturali statali nel corso del 2008.
I dati presenti nella Tabella 1. si riferiscono ai visitatori di musei, aree archeologiche e circuiti museali, distinti per titolo d’ingresso.
Nel 2008 i visitatori sono stati globalmente poco superiori a 33 milioni, con una contrazione di circa il 4% rispetto all’anno precedente.
Monumenti ed aree archeologiche contribuiscono per circa il 48% alla definizione dell’ammontare totale annuo dei visitatori, seguiti dai musei per il 30% e dai circuiti per il 22%. Come si evince dalla rappresentazione grafica che segue, fatto 100 il totale annuo dei fruitori per ciascuna tipologia di bene, ben 72 accedono gratuitamente a monumenti e aree archeologiche, mentre prevalgono i paganti per musei e circuiti (rispettivamente con il 58 e il 72%).
In termini di stagionalità, coerentemente con quanto rilevato negli anni precedenti, i mesi primaverili ed estivi mostrano le performance migliori. Da aprile a settembre soprattutto le aree archeologiche e i monumenti (quindi la parte del patrimonio fruibile all’aria aperta) raccolgono il massimo delle presenze, mentre l’andamento dei circuiti museali appare più regolare nel corso dell’anno.
Come illustrato nel Grafico 3., il contributo principale in termini di visitatori è fornito da Lazio (36% del totale Italia), seguito da Campania, Emilia Romagna (ciascuna con il 17%) e Friuli Venezia Giulia (che pesa il 10%)[1].
La Tabella 3. riporta, in termini assoluti, i valori di visitatori e introiti associati alle Regioni, oltre a fornire un prospetto delle variazioni percentuali subite dalle due variabili considerate rispetto all’anno precedente.
Gli elementi che risaltano riguardano la generale contrazione nell’andamento di fruitori e incassi nell’ultimo biennio (ridotti rispettivamente del 4% e del 2%), a cui tuttavia fa da contraltare la soddisfacente performance registrata dal Lazio e dalla Puglia, regioni nelle quali i visitatori e gli introiti mostrano un segno positivo compreso fra un +4% e un +10%. All’opposto, emerge il trend negativo di Campania, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria, Umbria e Sardegna. Peculiare la situazione di Piemonte e Veneto, in cui, a fronte di un calo di visitatori piuttosto netto (evidentemente nella componente ad accesso gratuito), si registra un incremento significativo degli incassi.
Gli introiti lordi nel 2008 hanno raggiunto i 104 milioni di euro, mentre nell’anno precedente avevano superato i 106 milioni.
Malgrado le aree archeologiche siano fruite da oltre il doppio dei visitatori rispetto ai circuiti museali, questi ultimi pesano circa il 40% in termini di incassi totali conseguiti annualmente dagli Istituti, mentre le aree archeologiche e i musei forniscono ciascuna un contributo pari a circa il 30% .
Da un confronto fra i Grafici 2. e 4., si evince come l’aspetto della stagionalità risulti determinante per musei e circuiti soprattutto in termini di incassi.
[1] Il dato di fonte MiBAC, essendo limitato agli Istituti statali, non tiene conto dei beni gestiti dagli Enti territoriali, che in alcune Regioni sono nettamente prevalenti (o esclusivi nel caso della Sicilia).