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Cultura come diritto di cittadinanza: radici costituzionali, politiche e servizi

17 ottobre 2018

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Promotore: A&A Studio Legale e Associazione Civita

Il 17 ottobre 2018 presso la sede romana dell’Associazione Civita si è svolto il Convegno Cultura come diritto di cittadinanza: radici costituzionali, politiche e servizi, promosso da A&A Studio Legale e dalla stessa Associazione.
Dopo i saluti di apertura di Nicola Maccanico, Segretario Generale Associazione Civita, e l’introduzione di Sabino Cassese, Giudice Emerito della Corte Costituzionale, l’incontro, moderato dall’Avvocato Francesco Caroleo, ha previsto gli interventi di Antonella Agnoli, Assessore alla Cultura, Creatività e Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Città di Lecce, Lorenzo Casini, Presidente Icon-s – International Society of Public Law, Gian Paolo Manzella, Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up,“Lazio Creativo” e Innovazione Regione Lazio, Antonio Lampis, Direttore Generale Musei, Mibac.
Il tema, di importanza strategica perché riguarda i diritti di base del cittadino, è stato oggetto di confronto, nella ricorrenza dei 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana, da parte di protagonisti ed esperti che hanno condiviso riflessioni sulla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni dei servizi culturali.
L’art. 9, collocato tra i “Principi fondamentali” della Costituzione italiana, attribuisce alla Repubblica la promozione della cultura; la promozione della ricerca scientifica e tecnica; la tutela del paesaggio; la tutela del patrimonio storico-artistico della Nazione. É una disposizione ampia, che contiene concetti molto generali (“cultura”; “ricerca scientifica e tecnica”, “paesaggio”, “patrimonio storico e artistico”), e che richiede che, oltre alla tutela, le attività di promozione vengano rese esplicite e concrete.
Culture Action Europe–Italia – una rete internazionale di individui e organizzazioni culturali in tutta Europa - ha di recente ribadito come, accanto alla tutela del patrimonio, lo sviluppo della cultura rimanda al tema dell’accesso, in un duplice senso: che i finanziamenti pubblici vengano utilizzati in modo ridistribuito, raggiungendo un segmento di popolazione il più ampio possibile; e che le istituzioni culturali debbano concentrarsi sul bisogno di ampliare i propri pubblici per ragioni di sostenibilità così come di responsabilità sociale.   
Coinvolgere il pubblico, ampliarne i numeri e le tipologie – in una parola, sostenere accesso e partecipazione alla cultura attraverso strategie di audience development - è una priorità per la Commissione Europea, così come per la maggior parte delle organizzazioni culturali e le amministrazioni pubbliche in Europa.
Ciò che invece accade troppo spesso ai servizi culturali, almeno in Italia, è di essere considerati non essenziali e sacrificabili, soprattutto di fronte ai vincoli sempre più stringenti sulla finanza pubblica e, in particolare, sulla spesa dei Comuni.
I servizi culturali sono servizi essenziali di cittadinanza, fondati sull'art.9 della Costituzione. Nessuno, però, ha ad oggi stabilito per la Cultura "la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale", come invece previsto dall'art. 117 della nostra Costituzione.
Questi i temi che hanno animato il confronto, tra accademici, studiosi e operatori della cultura, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica nonché fornire indicazioni utili agli stakeholders del sistema culturale nazionale.

Convegno: CULTURA COME DIRITTO DI CITTADINANZA: RADICI COSTITUZIONALI, POLITICHE E SERVIZI
Roma, mercoledì 17 ottobre 2018 - ore 10.00
Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori
Piazza Venezia, 11