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Dal locale al globale: innovazioni, tendenze e strategie nel turismo

26 novembre 2018

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Promotore: Associazione Civita e Associazione per l’Economia della Cultura

Il 26 novembre 2018 si è tenuto a Roma il convegno “Dal locale al globale: innovazioni, tendenze e strategie nel turismo”, promosso da Associazione Civita e Associazione per l’Economia della Cultura e dedicato ai grandi cambiamenti provocati anche dalla rivoluzione digitale nel settore turistico che hanno modificato il rapporto fra domanda e offerta.
Dopo i saluti di apertura di Luigi Abete, Presidente Civita Cultura Holding, il convegno, moderato da Paolo Ermini, Direttore Corriere Fiorentino, prevede gli interventi di Bernabò Bocca, Presidente Federalberghi, Stefano Fiori, Presidente Sezione Industria del Turismo e del Tempo libero – Unindustria, Armando Peres, Presidente Comitato Turismo OCSE – Parigi, Pietro Antonio Valentino, Vice Presidente Economia della Cultura. La seconda parte del convegno darà conto di alcune esperienze sul tema attraverso gli interventi di Monica Basile, Global Tourism Expert, Annalisa Cicerchia, Vice direttore del Master in Economia e management delle attività turistiche e culturali - MEMATIC - Università di Roma Tor Vergata, Francesca Cominelli, Università Parigi 1 Panthéon – Sorbonne, Michele Mezza, Giornalista e Vice-direttore sviluppo business e strategie tecnologiche della RAI, Alfredo Valeri, Responsabile Ricerca Centro Studi Associazione Civita.
Secondo l’Organizzazione Mondiale de Turismo (OMT), gli arrivi internazionali nel mondo sono cresciuti ininterrottamente passando da 25 milioni nel 1950, a 436 milioni nel 1990, sino a 1,3 miliardi nel 2017. Si registra una crescita, nell’ultimo anno, del 6,2%, con una performance del 5,3% nelle economie avanzate e del 7,1% nelle economie emergenti. Le previsioni confermano che nel 2030, gli arrivi internazionali si eleveranno a 1,8 miliardi. L’Italia, da sempre meta privilegiata, rimane nel 2017 la quinta destinazione mondiale.
A fronte della globalizzazione, le destinazioni mondiali si sono moltiplicate e la conseguente concorrenza ha sollecitato lo sviluppo di strategie volte al rafforzamento dell’immagine della destinazione e della sua attrattività, spesso a partire da vantaggi comparativi che permettono di rendere unica e di “tematizzare” la destinazione (turismo enogastronomico, termale, memoriale…). Da qui la necessità, da parte delle politiche nazionali, di fornire supporti operativi volti ad accelerare lo sviluppo internazionale delle destinazioni turistiche, migliorare l’attrattività dei territori ed attivare una proficua collaborazione fra attori pubblici e privati intorno ad obiettivi comuni.
In questo contesto, anche il turismo culturale è soggetto a trasformazioni profonde. Dal turismo culturale si passa al turismo creativo dove, grazie alle nuove tecnologie e al contesto della sharing economy, i ruoli degli attori del settore tendono a ridefinirsi, così come le esperienze turistiche. 
Tale trasformazione ha reso attrattivo per nuove fasce di fruitori (il “turista creativo”) sia il consumo delle tradizionali attività culturali (dalle performing art alle visite museali) che quelle attività legate alla cultura di un territorio (dalla moda al design, dall’artigianato all’industria del gusto) o all’industria della comunicazione e dell’audiovisivo (ad esempio il cineturismo), generando importanti impatti economici.
Emerge, pertanto, una tendenza di crescita per tali turismi creativi, potenzialmente capace di sostenere l’economia di aree del Paese che non fanno parte degli attuali attrattori turistici. Se il mercato di sbocco dei beni e dei servizi culturali non è più costituito solo da “consumatori” nazionali ma da “buyer internazionali” di beni e servizi intermedi, risulta quanto mai necessario incrementare la competitività delle imprese rispetto a questi nuovi acquirenti.
Questi i temi su cui gli ospiti dell’incontro si sono confrontati, con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni in merito alla possibilità di sviluppo di nuove strategie volte ad orientare le scelte dei territori, regolare l’intervento di nuovi attori, locali e internazionali, permettere la diversificazione delle destinazioni turistiche e la valorizzazione del loro patrimonio culturale.