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Presentazione del VII Rapporto Civita: La Formazione vale un Patrimonio

22 maggio 2007

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Il nuovo Rapporto Civita, dal titolo "La Formazione vale un Patrimonio. Beni culturali, saperi, occupazione" (Firenze, Gruppo Giunti, aprile 2007), ha indagato, attraverso una ricerca specifica condotta direttamente dall'Associazione Civita, la vasta offerta formativa universitaria e post-universitaria e il mercato del lavoro per le figure professionali (più o meno tradizionali) destinate alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio culturale.
Il Rapporto, al quale hanno collaborato alcune delle firme più autorevoli del mondo dell'amministrazione dei beni culturali italiano, e che si completa con alcune panoramiche internazionali, è stato curato dal professor Pietro A. Valentino e dal professor Adriano La Regina. Il libro si suddivide in tre sezioni. Le tematiche che, da differenti angoli visuali, sono state affrontate nella prima sezione del Rapporto dell'Associazione Civita, riguardano la definizione delle caratteristiche qualitative (i profili professionali) dei "tecnici" necessari ai processi di tutela e valorizzazione dei beni culturali e la determinazione della dimensione del corrispondente "mercato del lavoro" in termini di domanda (occupati annui) ed offerta (laureati annui negli specifici corsi di laurea). I dati quantitativi disponibili confermano una opinione abbastanza diffusa; ovvero che nel settore dei beni culturali, che rappresenta solo una parte del più ampio settore della cultura, si registra uno strutturale "eccesso di offerta": i posti di lavoro che annualmente si creano sono in grado di dare occupazione solo ad una piccola parte dei giovani laureati che nello stesso periodo vengono immessi sul mercato del lavoro. La seconda sezione, invece, dà voce agli esperti dei principali settori professionali impegnati in attività di tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale. Ad uno sguardo complessivo, traspare un certo pessimismo rispetto alla qualità della formazione oggi fornita dall'Università italiana, complici la recente riforma e il moltiplicarsi delle classi di laurea attinenti al settore dei beni culturali, che impediscono, in molti casi, l'approfondimento e la specializzazione adeguate. In genere, inoltre, si lamenta uno scollamento tra Università, Scuole di Alta Formazione e mondo del lavoro. Per ottemperare a questa grave lacuna, sempre più spesso i giovani sono obbligati a frequentare master a pagamento, che dovrebbero, da una parte produrre una maggiore specializzazione, dall'altra provvedere ad esperienze lavorative sul campo, finalità che non sempre vengono conseguite in modo soddisfacente. La terza sezione del volume, infine, cerca di fornire un quadro della situazione europea: le esperienze della britannica Associazione dei Musei, dell' Istituto del Patrimonio di Parigi e dell'European Museum Forum possono indicare percorsi validi, nuovi indirizzi, con un riferimento preciso all'importanza della formazione continua di tutti i livelli professionali che operino nel settore dei beni culturali. Situazioni più specifiche sono, infine, descritte nei due capitoli dedicati ad altrettanti progetti europei che, a diverso titolo, si sono interessarti a sviluppare percorsi formativi nel settore di nostro interesse.

Roma, Complesso Basilicale di Santa Croce in Gerusalemme (Sala San Bernardo)

22 Maggio 2007 - 22 Maggio 2007
Indirizzo: Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 12
Orario: Dalle ore 9.30 alle 12.30