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“Terrorismo politica antropologia biologica” di G. Fabretti

30 Marzo 2017

Incontri letterari

Il libro è un saggio sulla nascita di una civiltà “fantastica”, fondata sull’immaginazio­ne e sulla realtà aumentata e virtuale. La forma del libro è un commento a cornice di circa un anno di articoli giornalistici pubblicati dall’autore come antropologo, sul più importante quotidiano online italiano, ma con edizioni in 40 lingue: l’Huffington Post, una voce fondata e diretta da donne sia negli Usa che in Italia. La tesi del li­bro vede il Terrorismo come un nuovo “memento mori” (i Teschi alla Guercino rie­diti nelle Decapitazioni della Jihad) reso necessario da un economia del superfluo e dell’immaginario, che per mantenere i profitti si è dovuta evolvere da capitalismo sfruttatore a socialismo di mercato ‘contraddittorio’: perché compiacente dei vizi ma al contempo contro il rifiuto libertario del lavoro e del consumo. Questo ‘sociale’ manipolatorio opprime il ‘naturale’ come la mente può opprimere il corpo. Con la modernità e la complessità, il dominio e la sudditanza, ‘mutatis mutandis’, hanno trasformato la fatica in illusione; la rapina locale e materiale in truffa globale e vir­tuale; da servi o sudditi si è diventati illusi delusi. In sintesi è mancata la misura che si poteva leggere nel Dna: “O la mente segue il corpo, o la specie si estingue”. Per evitarlo, arte, poesia e Dna debbono oggi tornare alla naturalezza tenue dei pastelli e delle armonie, svelando la truffa delle grandi imprese della mente, tragiche finzioni come il Reich Millenario, il Sol dell’Avvenire, il Consumo rende Liberi, la Conquista di Marte: inutili Piramidi di Sanguinari Faraoni. Perciò la fisiologia dovrebbe tornare a comandare sulla mente, ma stavolta in chiave scientifica di rafforzamento vitale, di autoselezione naturale. Questa sarebbe “Rivoluzione Naturale”, una ‘rievoluzione non socialista’ ma ecosalutista e poetica, stile Arcadia, senza illusioni: uno spirito del Terzo Millennio per riprendersi dalle fandonie di una Storia fantasiosa, per un atter­raggio biosostenibile sul Pianeta Terra; per ‘rientrare di testa’ dal finto allunaggio su una asfittica effimera Luna di fiction.

 

Giorgio Fabretti, nato nel 1951 a Roma, ed ivi laureato in antropo­logia, ha continuato gli studi negli Usa a Berkeley, specializzan­dosi in chiave neodarwiniana nei campi della storia, del metodo scientifico e cognitivo, della soluzione dei conflitti, della geopoli­tica, applicati in centinaia di ricerche etniche in zone di guerra o di conflitto sociale dal 1969 al 2016, in oltre 170 paesi o minoran­ze etniche. Ha pubblicato saggi sulle condizioni di sostenibilità del progresso tecnologico, senza che il passaggio da un “reale” duro a un “realistico immaginario” e compiacente, comporti un declino della civiltà analogo a quello dell’Impero Romano.

 

Intervengono con l’autore

Paolo de Nardis -  Luciano Teodori – Andrea Melodia – Riccaro Cristiano

Ingresso libero fino ad esaurimento posti -  E’ consigliata la prenotazione

Appuntamento: ore 18.00 Associazione Civita- Sala Gianfranco Imperatori (V° piano)

Piazza Venezia, 11 - Roma

 

Prenotazioni e informazioni a promozioneculturale@civita.it