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Mantegna e le arti a Verona - Indagine statistica

30 Novembre 2007

Centro Studi e Ricerche

Un progetto straordinario ha unito tre città nel nome di Andrea Mantegna. Il genio del grande artista, figura di spicco del Rinascimento italiano, è stato celebrato in occasione del quinto centenario della morte, avvenuta nel 1506, con uno storico evento espositivo articolato in tre sedi: Padova, Verona e Mantova. Tre importanti città d'arte che insieme hanno festeggiato il maestro, capace di innovare profondamente il linguaggio artistico dell'Italia del Nord nella metà del Quattrocento; tre città unite, per la prima volta, in un unico progetto espositivo, che ha inteso ripercorrere l'opera di Mantegna dagli esordi alla maturità, presentando le sue opere nei luoghi in cui ha vissuto e lavorato e cogliendo l'apporto e l'influsso da lui esercitato sulla cultura del tempo. 350 opere complessive, 64 capolavori di Mantegna, 140 musei prestatori, oltre 56 studiosi coinvolti nei comitati scientifici e consuntivi, un convegno internazionale di studio, per un evento irripetibile.

Si presentano di seguito i risultati dell’inchiesta condotta da Civita sui visitatori della sede di Verona. Si ringrazia il Comune di Verona per aver autorizzato la pubblicazione dei dati.

Il primo dato evidenzia la distribuzione dei visitatori della mostra per tipologia e mostra come accanto al peso della partecipazione individuale, il peso dei gruppi (13%) e della partecipazione delle scuole, risultato di un buon livello organizzativo sul piano dei servizi e della organizzazione.

Mentre gruppi e le scuole hanno avuto accessi prevalentemente su prenotazione poco più del 12% delle visite individuali ha usufruito di questo servizio che, peraltro, è giudicato positivamente dall’84, 8% degli intervistati. Questo dato deve far riflettere sulla necessità di sostenere questo servizio che, sebbene a pagamento, viene molto apprezzato dai visitatori. Si tratta di migliorare i veicoli attraverso i quali effettuare la prenotazione.

Il 47,7% dei visitatori ha avuto accesso alla mostra con un biglietto ridotto: si tratta di gruppi di almeno 15 persone, dei possessori del biglietto delle sedi espositive di Padova e Verona, di visitatori di oltre 60 anni, di soci del Touring, del FAI e di altre categorie convenzionate. Il 2,2% ha utilizzato la Mantegna card che dava diritto, tra l’altro, ad utilizzare il biglietto ridotto.

A questi vanno aggiunti i ridotti scuole pari al 12,9% (visitatori tra i 12 ei 18 anni, studenti universitari) che includono anche i disabili.

Le gratuità sono pari al 10,3% e hanno interessato i minori di 11 anni, un accompagnatore per gruppo, due accompagnatori per scolaresca, accompagnatori di disabili che presentino necessità e altre categorie. In sintesi solo il 26,9% dei visitatori ha pagato un biglietto intero. Il costo medio del biglietto per Mantegna a Mantova per ciascun visitatore risulta pari a Euro 7,20.

La distribuzione dei visitatori nelle venti settimane di mostra è fortemente influenzata dal calendario. I due picchi della dodicesima settimana e delle sedicesima e diciassettesima settimane corrispondono a due periodi festivi (il ponte dell’otto dicembre e il periodo della prima quindici di gennaio). La crescita di ottobre e novembre va imputata con ogni probabilità all’afflusso delle scolaresche.

Come si evince dal grafico 6), sono molto interessanti i dati sui gruppi perché evidenziano un grado di organizzazione sociale molto alto. Spiccano tra questi la Lombardia, l’Emilia, il Piemonte e la Toscana. Stupisce, al contrario, l’assenza di gruppi di scolaresche dal Piemonte, dalla Liguria e dal Friuli. La maggior parte dei visitatori individuali proviene dalle regioni attigue, in particolare dalla Lombardia e dall’Emilia.

Il grafico 7) illustra la distribuzione percentuale dei visitatori alla mostra, ponderati sulla popolazione residente nelle singole Regioni o negli aggregati territoriali. Rispetto alle precedenti rappresentazioni che utilizzano dati assoluti, questa elaborazione permette di apprezzare il peso effettivo che il pubblico esercita in base alla propria provenienza. Al di là del dato piuttosto scontato del Veneto, spicca la partecipazione significativa di trentini, emiliani, friulani e lombardi.

Il grafico 8) evidenzia che i gruppi scolastici sono ascrivibili a Verona o al Veneto e che lo stesso vale per i gruppi. La maggior parte dei visitatori provenienti dal resto d’Italia sono visitatori individuali.

E’ interessante osservare che la visita alla mostra ha indotto al pernottamento una quota interessante (oltre il 50%) di visitatori provenienti dall’estero o dalle regioni italiane (al di fuori del Veneto). Mentre anche chi veniva dal Veneto ha consumato almeno un pasto. In questo caso si tratta di valori molto interessanti perché nel complesso oltre l’80% di visitatori ha consumato almeno un pasto.

Si tratta di circa 72.000 mila pasti consumati in varie modalità. Un apporto economico che anche stimando un costo a pasto di 5 euro si aggira intorno ai 350.mila euro in 140 giorni di mostra.

I dati che seguono restituiscono il profilo dei visitatori: in prevalenza donne, di età medio-alta, con un alto tasso di scolarizzazione e fortemente motivata alle attività culturali.