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Silvestro Lega. I Macchiaioli e il Quattrocento - Indagine statistica

30 Novembre 2007

Centro Studi e Ricerche

La mostra “ Silvestro Lega. I Macchiaioli e il Quattrocento” si è tenuta a Forlì presso il complesso di San Domenico dal 14 gennaio al 24 giugno 2007. I visitatori sono stati 86.094 in 142 giorni con una media giornaliera di 606 persone.

Questi risultati dimostrano il successo ottenuto dall’evento, in parte imprevedibile, soprattutto se confrontato con i dati relativi ad altre due mostre sullo stesso argomento e quasi nello stesso arco temporale: “ I Macchiaioli. Sentimento del vero” dal 16 febbraio al 10 giugno a Palazzo Bricherasio (Torino) e “ Cabianca e la civiltà dei Macchiaioli” dal 12 luglio al 14 ottobre a Villa Bardini (Firenze).

Se la mostra di Torino, forte di una tradizione espositiva consolidata nel tempo, ha raggiunto i 123.881 visitatori in 115 giorni di apertura con una media di 1.077 visitatori al giorno, quella di Firenze, pur essendo aperta per minor tempo (89 giorni) arriva a mala pena quasi alla metà dei visitatori di Forlì (42.898 con una media di 482 visitatori al giorno).

Questi numeri assumono un valore ancora superiore se si considera che i musei di San Domenico pur trovandosi in un edificio affascinante, sono stati solo da pochi anni allestiti e adibiti a sede espositiva per mostre temporanee, e la città di Forlì, pur dimostrando di essere una località con un fermento culturale notevole, è comunque una località periferica nel circuito del turismo culturale. .

Il profilo socio-culturale del visitatore è in linea con quello codificato in letteratura: forte è la di prevalenza donne (60,3%); più del 65% dei visitatori ha più di 45 anni e di questi il 18% ne ha più di 65, intorno al 18% si attesta anche la fascia compresa tra i 25 e i 44 anni, mentre i giovani (meno di 25 anni) superano il 16% del campione. (cfr. Grafico 1).

Alta la percentuale di chi possiede un titolo di studio medio-alto (45,3% laurea, 41,1% diploma) e dei consumatori assidui di mostre ed eventi culturali (cfr. Grafico 2).

Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei visitatori, è evidente alla luce dei dati anagrafici visti sopra, una forte incidenza di pensionati (30,9%) a scapito di una bassa presenza di studenti (appena il 6%). I dirigenti, imprenditori o liberi professionisti si attestano intorno al 15% mentre il ceto medio degli impiegati intorno al 30 (cfr. Grafico 3).

Per quanto riguarda le modalità di visita, il visitatore medio predilige la visita individuale piuttosto che in gruppo (29,1%). Le scolaresche si attestano intorno al 12% (cfr. Grafico 4).

La mostra ha avuto prevalentemente un forte richiamo in provincia (intorno al 28%) e in regione (38,5%). Ma buona è stata anche l’affluenza da altre regioni (32,4%), soprattutto da quelle geograficamente attigue: Toscana (8%), Lombardia (6,8%), Marche e Veneto intorno al 4% (cfr. Grafici 5 e 6).

I dati relativi alla comunicazione confermano il successo del mezzo stampato (quasi il 50%). Buono il passaparola (16,5%) i depliant (9,4%) e le affissioni (7,4%). Intorno al 5% si attestano gli altri media, come internet, televisione, ecc. (cfr. Grafico 7).

La mostra è stata l’occasione per conoscere la città di Forlì soprattutto per i visitatori delle altre regioni del Paese (67,1%) e in misura minore per i corregionali (intorno al 34%). Interessante i dati relativi ai visitatori stranieri: il 48% già era stato in città, dato che stupisce, non essendo la città compresa tra i classici attrattori turistici. Mediamente più del 50% dei visitatori ha colto l’occasione della mostra per visitare altri monumenti o musei cittadini (cfr. Grafici 8 e 9).

Se i dati sui pernottamenti non sono entusiasmanti (mediamente il 16% dei visitatori ha trascorso almeno una notte in città) nell’ottica del mordi e fuggi, molto più rassicuranti sono le percentuali che riguardano il consumo di almeno un pasto (in media circa il 70%) con punte che interessano i visitatori provenienti da altre regioni (77%) e i turisti stranieri (più del 67%). (cfr. Grafici 10 e 11).

Da gennaio a giugno comunque, la percentuale media degli arrivi e delle presenza è sensibilmente aumentata rispetto al 2006 registrando rispettivamente +15,34% e +16,35% (solo nel mese marzo gli arrivi e le presenza sono state rispettivamente +28,50% e 33,22%); immutata la permanenza media che si attesta intorno a 1,78 giorni.