Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Le organizzazioni private dell’arte contemporanea in Italia, fra vivacità culturale e gioco di squadra

 
L’Associazione Civita da trent’anni è impegnata nella ricerca di un dialogo innovativo e fecondo fra mondo dell’economia e settore culturale, nel quale le realtà private rivestono un ruolo decisivo come soggetti attivi nella progettualità e promozione di iniziative d’impatto sociale, spesso colmando vuoti lasciati dal settore pubblico. A partire dagli anni Duemila, parallelamente alla progressiva contrazione dei fondi pubblici destinati al settore culturale, molti nuovi attori si sono affiancati alla funzione pubblica nella governance del patrimonio artistico, contribuendo a svolgere importanti funzioni in ottica di sussidiarietà e alimentando in modo determinante l’energia della produzione culturale e creativa. Questo fenomeno è stato particolarmente evidente nel settore dell’arte contemporanea, il cui ecosistema, accanto e in supporto agli operatori tradizionali (musei pubblici e centri d’arte, gallerie, fiere, mediatori, curatori, artisti, critici, ecc.), ha visto un fiorire di realtà non profit che con il loro impegno hanno guadagnato il meritato protagonismo di cui oggi godono.
Parliamo delle fondazioni nate dall’iniziativa di collezionisti illuminati, mecenati, artisti, oppure di derivazione aziendale o bancaria, oltre che della fitta rete di associazioni culturali che innerva l’intera penisola, dando vita a un sistema pulsante che sperimenta, ricerca, progetta, realizza, liberando energie e risorse capaci persino di trasformare i territori. Con il consueto approccio propositivo che contraddistingue il nostro operato, abbiamo deciso di approfondire tali riflessioni attraverso il Report “Le organizzazioni private dell’arte contemporanea in Italia. Ruoli funzioni attività”, nato su iniziativa congiunta del Comitato Fondazioni Arte Contemporanea e di Intesa Sanpaolo e presentato lo scorso 23 gennaio a Roma, di fronte ad una platea gremita e qualificata. Al centro dell’indagine, realizzata dal Centro Studi dell’Associazione Civita, ben 63 realtà private – su 73 sancite in origine – fondazioni, associazioni e società capitali, operanti nel mondo dell’arte contemporanea italiano, con una programmazione continuativa e di alto profilo, orientata alla promozione e produzione artistica destinata alla pubblica fruizione. Lungi dal voler fornire una mappatura esaustiva di tutte le organizzazioni nate su iniziativa privata, lo Studio ha inteso, da un lato, indagare e porre a confronto gli ambiti strategico-gestionali legati all’offerta artistica e culturale (forma giuridica; organizzazione interna; risorse disponibili; attività pianificate e/o svolte; canali di comunicazione; etc.,) e, dall’altro, evidenziare, best practices e criticità inerenti aspetti quali: politiche di promozione dei giovani artisti, pratiche di audience engagement ed impatti prodotti da queste realtà sui territori e le comunità di riferimento.
Collocate in prevalenza nelle Regioni del Nord Ovest per la maggior parte in Lombardia - con sede, per il 90%, in ambito urbano, fondazioni, associazioni, Spa e Srl oggetto dell’indagine, svolgono una preziosa funzione di sostegno alla produzione artistica – con una spiccata attenzione a quella giovanile – e, al contempo, favoriscono l’avvicinamento di un pubblico eterogeno ad un’offerta culturale contemporanea, complementare rispetto a quella legata al patrimonio di arte antica che ancora connota fortemente la nostra immagine.
La fotografia che ne emerge è piuttosto eterogenea, in particolare riguardo alle iniziative messe in campo. Sul fronte espositivo, se 4 su 10 realtà sono assimilabili a musei poiché dotate di una collezione permanente fruibile dal pubblico, oltre 9 su 10 sviluppano una programmazione legata a mostre temporanee. Le residenze d’artista sono istituite dal 59% delle organizzazioni, mentre la tendenza a fare rete, sviluppando progetti artistici in partnership con Istituzioni pubbliche o altre organizzazioni private, è espressa da quasi 8 realtà su 10. Seguono una spiccata attenzione alle attività educative e formative progetti di taglio scientifico, produzioni editoriali in house ed eventi non espositivi destinati ad un pubblico specialistico (presentazioni di libri, seminari, convegni etc.,). 
Un asset fondamentale per tutte le realtà analizzate sono le iniziative a sostegno e promozione dei giovani artisti attraverso l’organizzazione di mostre e attività espositive, l’istituzione di residenze, la pubblicazione di bandi e open call, in particolare per le Associazioni. Le Fondazioni prediligono l’istituzione, a scala nazionale o internazionale, di borse di studio e ricerca; di interesse comune il sostegno all’accesso dei giovani artisti in network nazionali e stranieri (Istituti di Cultura, Accademie, etc.,). Il tema del coinvolgimento attivo del pubblico, oltre che attraverso la programmazione espositiva e le diverse attività collaterali, si esplica anche attraverso la comunicazione digitale; un aspetto centrale per le realtà private del contemporaneo che le differenzia dalle Istituzioni culturali pubbliche; le prime, infatti, affidano siti web e social media a professionalità specializzate, a cui si affianca la figura più tradizionale dell’addetto all’ufficio stampa, e l’utilizzo di newsletter (8 su 10) al fine di mantenere aggiornata e fidelizzata la propria audience. Per quanto altrettanto varie e disomogenee, guardando alle forme organizzative e alle modalità operative appare un dato incontrovertibile: quelle implementate dalle realtà del contemporaneo non sono pratiche occasionali ma interventi di profilo strategico coerenti con visioni di ampio respiro, resi possibili non tanto grazie al sostegno pubblico, quanto contando sulle forze proprie, attraverso l’autofinanziamento da parte delle stesse organizzazioni. Approfondire ed interpretare il sistema privato dell’arte contemporanea è un passaggio essenziale per gestirne le risorse, estrarne i valori, potenziarne il dialogo con il pubblico e la società. La sfida è, dunque, quella di trasformare i benefici delle singole esperienze in ricadute a lungo termine attraverso la connessione tra il mondo del contemporaneo ed altri settori mediante la cooperazione sistematica tra Istituzioni, attori privati e comunità locali. Un gioco di squadra significativo per la promozione dell’arte contemporanea con cui disegnare nuove traiettorie culturali per un futuro sostenibile.

Simonetta Giordani, Segretario Generale Associazione Civita