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Le potenzialità della Rete, dall’emergenza alla ripresa: la scommessa di WindTre

 
Intervista a Roberto Basso, Direttore External Affairs & Sustainability di WindTre

Dallo smartworking alla didattica a distanza fino alle relazioni sociali e alla Cultura. Qual è stato il ruolo della Rete nell’emergenza Covid-19?

In tempi straordinari come quelli che stiamo vivendo, svolgere il proprio compito senza discontinuità costituisce già un contributo alla vita collettiva.
Le reti hanno fatto molto di più, perché hanno retto un aumento del traffico che si misura tra il 40% sulle reti mobili e il 60-70% sulle reti fisse, consentendo alla comunità nazionale e internazionale di supplire alla mancanza di altre infrastrutture materiali e sociali. Molte delle persone che sono state costrette a casa hanno potuto lavorare e studiare online, perché le reti sono progettate per reggere i picchi di traffico serali, quando aumenta la ‘richiesta’ di contenuti di intrattenimento, molto più “pesanti” rispetto alla videoconferenza usata per le riunioni di lavoro e la didattica a distanza. Senza la possibilità di restare in contatto da remoto, credo che l’isolamento sarebbe stato ancor più duro per moltissime famiglie. La rete è un mezzo che permette alle persone di restare in contatto anche se fisicamente distanti. Pensando alle persone che sono state ricoverate per Covid-19 senza poter ricevere visite dei parenti, eppure hanno potuto parlarsi e vedersi con loro grazie a uno smartphone o un tablet, abbiamo dato dispostivi dotati di connettività a 75 strutture ospedaliere italiane.

 Quali sono, a Suo avviso, le prospettive e le potenzialità che si intravedono per la Rete nella fase di ripresa?

Parlerei soprattutto delle potenzialità della Rete per la ripresa. Non c’è ambito della nostra vita che non sia interessato dalla trasformazione digitale: dalla cultura al lavoro, dall’educazione alla ricerca, abbiamo bisogno di reti potenti, veloci e affidabili. Tuttavia, a breve il 4G non sarà più sufficiente, dobbiamo passare alla tecnologia di quinta generazione, il 5G. Una tecnologia che renderà possibili nuove applicazioni, dalla guida autonoma alla telemedicina, trasformando le nostre abitudini e i nostri comportamenti in tutti i campi della vita. Le autorità europee hanno dato prova di essere ben consapevoli dell’importanza di questa evoluzione e dei costi da sostenere: nel Codice delle comunicazioni la parola ‘investimenti’ è citata ben 42 volte. In Italia, viceversa, anche per effetto dell’ondata di fake news sul legame tra il Covid-19 e il 5G, oltre 300 comuni hanno adottato misure contro la presenza di impianti nel proprio territorio. Le imprese che si fanno carico degli investimenti andrebbero messe in condizione di accelerare, anche con semplificazioni normative, dato che la governance multilivello, tra Stato, Regioni e Comuni rende quasi impossibile districarsi tra regole diverse.