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Travel Appeal, la startup virtuosa che valuta l’appeal online

 
Intervista a Mirko Lalli, fondatore di Travel Appeal

In un mondo come quello delle startup culturali, creative e del turismo in cui i tassi di mortalità sono molto elevati, Travel Appeal si distingue come caso virtuoso, avendo segnato tassi di crescita significativi e ottenuto la partecipazione di H-Farm. Quali elementi hanno principalmente contribuito al vostro successo?

Una commistione di vari elementi. Il nostro primo punto di forza sta nel fatto di aver in qualche modo anticipato, nel 2014, quella che di lì a breve sarebbe diventata un’esigenza imprescindibile per una qualsiasi destinazione turistica o struttura ricettiva: la reputazione online. All’inizio eravamo in sei, con l’idea di fare qualcosa legato al mondo del turismo e siamo partiti: in questi anni ci siamo messi molto in discussione, aggiornando continuamente la nostra offerta, con un occhio fortemente teso al mercato per renderla rispondente alle esigenze degli operatori e al contempo al passo con l’innovazione tecnologica. Oggi attraverso un sistema di Intelligenza Artificiale siamo in grado di interpretare dati e informazioni online su una destinazione, trasformandoli in consigli pratici grazie ai quali gli operatori turistici possono migliorare il loro posizionamento e la reputazione digitale con conseguente impatto positivo sul fatturato e sulla gestione delle priorità e dell’operatività aziendale. H-FARM in questo senso è stata fondamentale perché ci ha inseriti in un network di relazioni importante e, soprattutto all’inizio, ci ha dato solidità. Infine, Travel Appeal fin dal primo momento ha sempre avuto una vocazione internazionale e si è confrontata con successo con uno scenario competitivo globale: questo ci ha permesso di ottenere, anche recentemente, una nuova iniezione di liquidità, risorse per noi fondamentali per mantenere la nostra tecnologia all’avanguardia e in grado di anticipare, attraverso l’Intelligenza Artificiale, i bisogni di chi lavora nel mondo del turismo e, quindi, di rimanere altamente competitivi. 

Quanto pesa oggi nel mercato turistico e culturale italiano e internazionale l’elemento reputazionale legato alle recensioni degli utenti e quali scenari futuri si aprono per chi, come voi, applica le tecnologie digitali a questo settore? 

Il mondo del travel è stato tra i settori maggiormente rivoluzionati dall’avvento del digitale: il turista è sempre più social e iperconnesso, cresce l’uso di tecnologie digitali, delle applicazioni mobile e delle piattaforme di condivisione come strumento per ottenere informazioni su una destinazione turistica, su una struttura ricettiva e, al contempo, dare pareri da condividere con i propri follower.  Il web ha contribuito alla creazione di una nuova domanda turistica, sempre più segmentata e personalizzata, e di una nuova offerta ricettiva, con forme di ospitalità alternativa.  Il web, dunque, rappresenta uno strumento potentissimo e imprescindibile per promuovere un territorio e intercettare tutte le forme di turismo alternativo che stanno evidentemente crescendo. Gli operatori turistici se ne sono accorti che non basta essere in rete, ma è necessario esserlo nel migliore dei modi perché il web è un terreno molto scivoloso: una recensione negativa può portare ad una penalizzazione commerciale non trascurabile. La reputazione online è una leva di marketing fondamentale, che acquisirà sempre più importanza: crescerà inevitabilmente il numero e la velocità dei dati da monitorare e interpretare. Per chi come noi applica le tecnologie digitali a questo settore è necessario avvalersi di soluzioni sempre più agili ed efficaci: la risposta è l’Intelligenza Artificiale.