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Boldini, Previati e De Pisis

La Cassa di Risparmio di Ferrara e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara sono sostenitrici della mostra “Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara”, in programma fino al 13 gennaio 2013 a Palazzo dei Diamanti.
Opere di Boldini, Previati, Mentessi, Minerbi, Melli, Funi e De Pisis, ovvero dei più importanti artisti ferraresi dell’Ottocento e del Novecento, vengono presentate assieme ad un nucleo di dipinti di altri grandi maestri italiani come Gemito, Boccioni e Sironi, patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara: un’ottantina tra dipinti, sculture e opere su carta che raccontano oltre centocinquant’anni di produzione artistica locale, ma anche nazionale e internazionale.
Questa mostra, oltre all’indubbio valore scientifico garantito dalle curatrici, assume un’importanza fondamentale in quanto testimonia la volontà di rinascere dopo i gravi episodi sismici che hanno colpito la città e questo nostro territorio: il coraggio, la determinazione della gente, il non voler piegare il capo di fronte alle forze della natura un tempo prodiga ed ora ostile, trovano espressione anche nel regalare un momento magico al pubblico nel segno dell’arte.
Il percorso espositivo ripercorre così la storia delle acquisizioni che diedero vita alla sezione moderna della Pinacoteca municipale: da Giovanni Antonio Baruffaldi e Giovanni Pagliarini, per i temi di ispirazione letteraria o religiosa, al romanticismo di Girolamo Domenichini Massimiliano Lodi e Gaetano Turchi, che celebrano sia i fasti del periodo estense, sia i sogni e le aspettative del Risorgimento.
Figura di spicco, che travalica i confini nazionali per affermare il suo ruolo di protagonista della Belle Èpoque, Giovanni Boldini: educato nella fucina dei Macchiaioli toscani, questo giovane promettente, arriverà ben preso alla pennellata vibrante e tesa al guizzo “veloce”, che contraddistingue tanta parte della sua produzione, come nel celeberrimo “La signora in rosa”, in cui l’intelligenza e la personalità nell’arte del ritratto raggiunta da Boldini, esprime quasi l’essenza della femminilità.
Opere di Previati, Mentessi, Pisa, Melli, Zucchini testimoniano come le suggestioni novecentesche trovano espressione in ambito ferrarese, assumendo un ruolo importante per la generazione successiva.
Sempre nel solco delle collezioni cittadine, - ma con un respiro internazionale - una selezione significativa della produzione artistica di Filippo De Pisis, grazie alla Fondazione Pianori, il cui mecenatismo ha donato alle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea “Le cipolle di Socrate” (“Les oignons de Socrates”, 1927), oltre al celebre “Ritratto di Lilia Monti nata contessa Magnoni”, di Boldini, per l’omonimo museo; si deve poi alla generosità della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara il deposito, presso le Gallerie, de “La cantante mondana”, sempre di Boldini, e il celeberrimo “I grandi fiori di casa Massimo” di De Pisis.
Fino a quando i lavori di consolidamento non renderanno fruibile il complesso di Palazzo Massari, i tesori in esso contenuti diverranno, attraverso questa mostra, l’emblema di Ferrara.