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Augusto: l’invenzione dell’impero

GDF SUEZ è sponsor di “Augusto: l’invenzione dell’impero”, a Roma presso le Scuderie del Quirinale fino al 9 febbraio 2014.
GDF SUEZ, leader mondiale dell’energia, ha fondato il proprio progetto d’impresa intorno alla firma “By people for People”, ponendo la crescita responsabile al centro delle proprie attività per affrontare le grandi sfide energetiche e ambientali, ma anche svolgendo un importante ruolo sociale nei paesi in cui opera, attraverso la Fondazione GDF SUEZ, impegnata in grandi opere di solidarietà sociale, ambientale e culturale. La promozione e l’accesso di tutti alla cultura, la possibilità di visitare e scoprire il patrimonio è uno dei fondamenti della politica di sponsorizzazione di GDF SUEZ. Nell’ottica di far vivere questo patrimonio, fonte inesauribile di scoperta e conoscenza e di trasmettere la passione dell’arte e della storia a un largo pubblico, il Gruppo GDF SUEZ ha contribuito alla realizzazione della mostra dedicata al princeps Augusto, il cui impero rappresentò un momento di svolta nella storia di Roma.
Organizzata in occasione del bimillenario della morte (19 agosto 14 d.C.), la mostra presenta le tappe della folgorante storia personale di Augusto in parallelo alla nascita di una nuova epoca storica. Figlio adottivo e pronipote di Cesare, Augusto fu un personaggio dotato di un eccezionale carisma e intuito politico. Riuscì, laddove aveva fallito persino Cesare, a porre fine ai sanguinosi decenni di lotte interne che avevano consumato la Repubblica romana e a inaugurare una nuova stagione politica: l'Impero. Il suo principato, durato oltre quarant’anni, fu il più lungo che la storia di Roma avrebbe mai ricordato e l'Impero sotto di lui raggiunse la sua massima espansione estendendosi a tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia, al Maghreb, alla Grecia, alla Germania.
La fine delle guerre civili fu abilmente presentata quale epoca di pace, prosperità e abbondanza: divennero allora centrali concetti quali pax, pietas, concordia, cantati da poeti del calibro di Virgilio e Orazio, e da tutti gli intellettuali radunati nel circolo cosiddetto di Mecenate.
La mostra alle Scuderie del Quirinale, con una selezione di circa 200 opere di assoluto pregio artistico, propone un percorso capace di intrecciare la vita e la carriera del princeps con il formarsi di una nuova cultura e di un nuovo linguaggio artistico, tutt'ora alla base della civiltà occidentale.
Fulcro visivo della mostra sono le celeberrime statue di Augusto, riunite per la prima volta insieme, e il confronto ravvicinato tra il Doriforo di Pompei e la celeberrima Statua di Augusto cosiddetta da Prima Porta, scultura in marmo ritrovata sulla via Flaminia nella villa di Livia e che fece da prototipo alle onnipresenti effigi dell’imperatore.
Inoltre, ad evocare il fiorire dell'età dell'oro spiccano per importanza e bellezza i cosiddetti rilievi Grimani, raffiguranti animali selvatici intenti ad allattare i propri cuccioli, eccezionalmente riuniti dalle attuali ubicazioni e il gruppo frontonale dei Niobidi, originale greco riallestito in età augustea negli horti Sallustiani a Roma.
A conclusione della mostra, l'inedita ricostruzione di 11 rilievi dell'edificio pubblico eretto originariamente in Campania in memoria di Augusto dopo la sua morte, e dove vi è narrato, con grande efficacia, uno scontro navale della battaglia di Azio, che nel 31 a.C. mise fine alla guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio aprendo la strada al definitivo trionfo del princeps.