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La Fondazione Sorgente Group per Augusto alle Scuderie del Quirinale

E’ forse l’esposizione più importante per la Capitale, perché è incentrata sulla figura che ha dato un’impronta culturale e storica inconfondibile al mondo occidentale: l’Imperatore Cesare Augusto. La Fondazione Sorgente Group, presieduta da Valter e Paola Mainetti, ha concesso in prestito tre delle sue opere archeologiche più importanti, i ritratti di Marcello, Lucio Cesare e Gaio Cesare. Le tre opere rimarranno presso le Scuderie del Quirinale fino al 9 febbraio 2014 per l’esposizione dal titolo “Augusto”, che è stata ideata da Eugenio La Rocca ed organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo – Scuderie del Quirinale con i Musei Capitolini a Roma, e in collaborazione con la Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais con il Musée du Louvre a Parigi. I tre ritratti affiancano capolavori provenienti dalle più prestigiose sedi museali, riuniti insieme per la prima volta per un totale di circa 200 opere tra statue, ritratti, arredi domestici in argento, bronzo e vetro, gioielli in oro e pietre preziose.
“Siamo davvero entusiasti di poter presentare per la prima volta al pubblico i ritratti di Gaio e Lucio Cesare e di esporre nuovamente a Roma la testa di Marcello, capolavoro d’arte antica, a cui io sono particolarmente legata, soprattutto per l’emozione che mi trasmette nel guardarlo, quasi fosse vivente” – commenta la Vicepresidente di Fondazione Sorgente Group, Paola Mainetti.
Conosciamo meglio i tre personaggi ritratti: Marcello, Lucio Cesare e Gaio Cesare sono i nipoti che Augusto aveva scelto e adottato per la sua successione, scomparsi in giovane età. Il ritratto di Marcello, presentato per la prima volta al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo alle Terme, è stato riconosciuto dagli studiosi come uno dei maggiori capolavori della prima età augustea. Lucio e Gaio, al contrario, vengono esposti in prima assoluta, entrando così nella storia degli studi archeologici. Il ritratto di Marcello (25 – 20 a.C.), opera soggetta a decreto di notifica, rappresenta il figlio di Ottavia, sorella di Augusto, che l’imperatore adottò per farne il suo successore al comando dell’Impero. Scolpito in marmo pario, per le sue qualità artistiche uniche verrà esposto anche al Grand Palais di Parigi nella selezione di opere prescelte per la sede estera. I caratteri fisiognomici del volto in questa opera si fondono perfettamente con i canoni della compostezza classicista. I ritratti inediti di Gaio Cesare e Lucio Cesare (fine I a.C.) rappresentano i figli che Giulia, figlia dello stesso Augusto, ebbe da Marco Agrippa. Dunque dopo la morte di Marcello, forse frutto di congiure di palazzo, Augusto decise di adottare i due nipoti per la propria successione. Dopo la rapida carriera militare e politica scomparvero prematuramente, Lucio per una malattia e Gaio per una ferita di guerra. I due ritratti, in ottime condizioni di conservazione, mantengono intatta la freschezza della giovane età pur nello sguardo consapevole del destino che li attende.