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Un’Epifania in riva al mare

Assicurazioni Generali, da tempo impegnata a sostenere le grandi Mostre d’arte, dedica il suo contributo al progetto espositivo Kounellis Trieste, a cura di Davide Sarchioni e Marco Lorenzetti, che viene ospitato fino al 6 gennaio 2014 negli spazi del Salone degli Incanti – ex Pescheria Centrale.
L’artista greco Jannis Kounellis (1936), originario del Pireo, figlio di un ingegnere navale, un’infanzia trascorsa nel porto di Atene, è capace di comunicare nel suo linguaggio espressivo questo forte legame con le città di mare e con quel mondo operoso della gente che vi lavora attorno. Già da bambino le strade lo avevano condotto a Trieste, durante un viaggio in compagnia del padre. Oggi, artista maturo, torna in questa città di frontiera, punto d’incontro tra l’Europa occidentale e quella orientale, un posto che da sempre è stato contraddistinto da una commistione di culture, identità, genti e tradizioni, fonte di ispirazione del suo progetto artistico. Lo spazio in cui si sviluppa l’opera è quello del Salone degli Incanti – l’ex Pescheria, che, fin dai tempi dell’impero austro-ungarico, è stato l’anima del commercio cittadino. Progettata dall’architetto Giorgio Polli nel 1913, è stata definita la “Basilica in riva al mare”, è caratterizzata da spazi ampi ed alte vetrate che ne circondano le tre navate, quasi fosse una Chiesa, dove la sua funzione di luogo commerciale destinato alla vendita del pesce completa l’esigenza di integrarsi esteticamente alla conformazione stessa delle rive cittadine, in modo da lasciare quanto più possibile libera la vista del mare. Nella navata centrale l’installazione si dispiega imponente: i vecchi banchi in pietra del pesce, riscoperti per l’occasione, sono disposti in sequenza a ricreare quasi una spina dorsale di un enorme organismo composto da carcasse di vecchi relitti erosi dal tempo, recuperati anch’essi nei magazzini del porto. Verticalmente, una pioggia di pietre di diverse dimensioni, annodate a delle funi, sovrasta la composizione dal soffitto fino all’altezza dei relitti, donando un aspetto di precarietà e di pericolo ed enfatizzando la drammaticità dell’opera. A completamento, nelle navate laterali, Kounellis allinea una serie di sedie in legno, ricoperte di drappi neri, un significativo elemento chiave del suo linguaggio artistico, a rappresentare una platea di spettatori silenti di fronte ad un lutto. Ci troviamo di fronte ad una deposizione allora, ma la stessa liturgia funebre è anche un’intensa celebrazione della rinascita, il luogo della rigenerazione. Il luogo dove l’energia e la tensione drammatica scaturiscono da una continua dialettica di forze antitetiche, tra passato e presente, modernità e tradizione.