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“La ragazza con l’orecchino di perla” a Bologna

Dopo le tappe di Tokyo e Kobe nel 2012, San Francisco, Atlanta e New York nel 2013, accolta in sedi di grande fama quali il Fine Arts Museum di San Francisco, l’High Museum of Art di Atlanta e la Frick Collection di New York, la mostra “La ragazza con l’orecchino di perla”, è approdata nelle sale del prestigioso Palazzo Fava, il complesso storico risalente all’età medievale, acquistato nel 2005 dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, completamente restaurato e riconsegnato alla città come Palazzo delle Esposizioni.
Intesa Sanpaolo, da sempre impegnata nel campo della cultura e dell’arte, è sponsor di questa mostra tanto attesa, insieme a Fondazione Carisbo, riconfermandosi un interlocutore attento e sensibile nei confronti di un settore sempre più importante come quello culturale.
Per Bologna, che è riuscita ad aggiudicarsi l’ultima e unica tappa europea di un tour mondiale di grande attrattiva, l’evento rappresenta un grande successo, e l’occasione per riaffermare il proprio ruolo attivo nella promozione del suo territorio di riferimento.
La mostra, che ha già fatto parlare di sé per l’elevato significato artistico e la risonanza mediatica, con oltre 100mila prenotazioni ancora prima dell’inaugurazione, 2mila i biglietti venduti al giorno, con centinaia di prenotazioni provenienti da Francia, Austria e Svizzera, rimarrà aperta al pubblico fino al 25 maggio 2014.
L’esposizione si snoda lungo un percorso di 6 sale, l’ultima delle quali è interamente dedicata alla celeberrima tela del pittore di Delft, realizzata nel 1665 come arredo di una casa nobiliare. Ma prima di arrivare al quadro reso famoso da un libro e da un film che lo hanno fatto conoscere a un pubblico vastissimo, la mostra è l’occasione per apprezzare quel fiorente periodo artistico del ‘600 olandese conosciuto come la Golden Age. Sono altre 36 le opere esposte, tra cui quattro Rembrandt, dipinti di Frans Hals, Ter Borch, Claesz, Van Goyen, Van Honthorst, Hobbema, Van Ruisdael, Steen e un altro Vermeer, "Diana e le sue ninfe", di dimensioni molto più grandi e che rappresenta la prima opera da lui realizzata.
Tutte le opere provengono dalla collezione del Museo Mauritshuis dell’Aia, attualmente chiuso per lavori di ampliamento, e lì torneranno in maniera definitiva nel giugno 2014.
Per maggiori informazioni: www.genusbononiae.it