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Riapre la Basilica di San Bernardino all’Aquila

A sei anni dal terremoto che ha sconvolto L’Aquila e il suo territorio, riapre uno dei suoi monumenti, simbolo dell’intero Abruzzo.
 La grande Basilica di San Bernardino da Siena, fatta costruire alla fine del quattrocento da San Giovanni da Capestrano per ospitare le sacre spoglie del santo senese morto all’Aquila nel 1444, torna agli antichi splendori grazie ad un restauro durato quattro anni che ha minuziosamente ricomposto un edificio fortemente danneggiato dal sisma, riscoprendone anche le testimonianze di una storia cancellata dal precedente e catastrofico evento sismico: quello del 1703 che annientò la città. Un risultato importante raggiunto anche grazie ad una serie di sinergie attivate tra la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, il Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche e gli uffici dei beni culturali sul territorio.
 In particolare la Fondazione Carispaq ha finanziato, per circa trecentomila euro, il restauro del grande e prezioso soffitto ligneo (100 metri di lunghezza, 25 di larghezza), opera dello scultore Ferdinando Mosca da Pescocostanzo e del pittore Girolamo Cenatiempo, allievo di Luca Giordano, che vi ha raffigurato episodi della vita di San Bernardino. Un intervento diretto dall’ex Soprintendente BSAE per l’Abruzzo, Lucia Arbace, che ha permesso di riscoprire il colore azzurro (invece del verde che si conosceva) che crea il forte contrasto cromatico con l’oro delle decorazioni voluto dagli autori dell’opera.
 “La Fondazione Carispaq – ha dichiarato il Presidente Marco Fanfani – ha voluto sostenere la rinascita di questo monumento che, insieme alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, alla Fontana delle 99 Cannelle e qualche altro, è uno dei simboli del nostro territorio ed è un luogo fortemente identitario per una comunità che ha urgente bisogno di ritrovarsi e ritrovare le proprie radici. Il successo avuto dall’apertura, da noi organizzata, alle visite del cantiere di restauro del soffitto di San Bernardino, ci ha fatto capire quanto è importante questo monumento per gli aquilani, riaprirlo a sei anni di distanza significa mettere un tassello fondamentale nel lavoro di riaggregazione sociale della nostra comunità”.
 La riconsegna della Basilica di San Bernardino ha rappresentato per gli aquilani non solo un momento di festa ma un ritorno alla normalità, attraverso il recupero di una identità tanto auspicata; la sua riapertura ha il significato di una riconquista di pezzi di una vita improvvisamente interrotta una notte di sei anni fa.