Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

Rinascite. Opere d’arte salvate dal sisma di Amatrice e Accumoli

La mostra "Rinascite. Opere d’arte salvate dal sisma di Amatrice e Accumoli" dedicata ai due centri reatini colpiti nel 2016 – 2017, nasce con l’intento di ricostruire le relazioni tra opere e territorio e ricordare l’attività di recupero del patrimonio culturale e artistico condotta in maniera sistematica nelle zone devastate dal sisma.
Condividendo il principio, necessario e doveroso, del “conoscere per proteggere” e riconoscendone l’alto valore sociale l’Agenzia Alessandra e Cesare D’Ippolito e AXA ART sono stati felici di collaborare e sostenere questo progetto.
La mostra, sarà fruibile nella splendida cornice del Museo delle Terme di Diocleziano a Roma fino all’11 febbraio 2018.
Promossa dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con Electa, la rassegna è stata curata da Daniela Porro e Alessandra Acconci, mentre il progetto d’allestimento è stato ideato dallo studio Stefano Boeri Architetti. Un percorso espositivo pensato per far prendere coscienza al pubblico dell'importanza della cultura sedimentata nei piccoli o piccolissimi centri del territorio italiano. Spesso questo patrimonio è ai più sconosciuto e anche sottovalutato pur trattandosi di una sostanziale parte dell’identità collettiva nazionale.
Sugli oltre tremila beni portati in salvo, e oggi conservati nel deposito allestito presso la Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale (Rieti) si presentano 34 opere provenienti da chiese e strutture religiose di Accumoli e di Amatrice, e le loro frazioni. Alla mostra delle opere salvate, con svolgimento cronologico, si affianca un percorso espositivo parallelo dato da 21 fotografie scattate da Paolo Rosselli lo scorso settembre.
Un iter tra arte e fotografia per non dimenticare gli effetti ancora evidenti e drammatici del sisma.

Rinascite. Opere d’arte salvate dal sisma di Amatrice e Accumoli.
Fino al 11 febbraio 2018 al Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano