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Tour sponsor dell'Accademia di Santa Cecilia in USA

Enel ha affiancato l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in una tournée che ha visto il ritorno dell’ Orchestra italiana negli Stati Uniti dopo 48 anni. Quattro delle più importanti città statunitensi, dalla Grande Mela a Washington, per cinque concerti tutti sold out. Standing ovation in tutte le sale ad applaudire il talento italiano per la musica e solisti di eccellenza come la star insuperata del pianoforte, l’argentina Martha Argerich, la stella nascente Beatrice Rana, giovanissimo talento salentino già forte di eccellenti interpretazioni nelle stagioni di Santa Cecilia e il soprano canadese Barbara Hannigan. Una ricetta che, mescolando i profumi della musica italiana con l’estro di grandi musicisti, costituisce il segreto del successo del tour americano dell’Orchestra più antica d’Italia guidata da Antonio Pappano. Sponsor del tour Enel – socio fondatore dell’Accademia di Santa Cecilia dal 2003 – sostenitore di un evento rilevante per il prestigio dell’Istituzione e l’altissimo livello dei musicisti che vi hanno preso parte.
Da segnalare che Martha Argerich, la pianista più autorevole attualmente in carriera – per l’occasione – è tornata a esibirsi alla Carnegie Hall di New York dopo nove anni di assenza, alternandosi nell’interpretazione del  Concerto per pianoforte n. 3 di Prokof’ev con la giovanissima Beatrice Rana  (che lo ha suonato il 23 ottobre allaKodak Hall di Rochester).
Autorevole la guida del Direttore Musicale Antonio Pappano, che non dimentica mai di sottolineare il “carattere italiano” dell’orchestra romana in ogni sede internazionale, affermando così l’unicità di un temperamento musicale nello stesso tempo rigoroso e passionale.
Una nota di colore è stata la presenza in tournée di tre tesori della liuteria italiana: lo straordinario violino Stradivari di proprietà dell’Accademia di Santa Cecilia detto “Il Toscano” – parte di un quintetto realizzato dal maestro cremonese nel 1690 per il Gran Principe Ferdinando di Toscana, esposto al MUSA il Museo degli strumenti musicali dell’Accademia – suonato in particolari occasioni da grandi virtuosi e nello specifico delle date americane dal Primo violino Roberto González-Monjas; il violino Nicola Amati del 1651 – periodo della maturità del liutaio che lo stesso Stradivari prese a modello negli anni giovanili – di proprietà della Fondazione Pro Canale suonato dal Primo violino Carlo Parazzoli; un violoncello Guarneri del Gesù – che insieme a Stradivari è sinonimo dell’eccellenza liutaria italiana nel mondo – attualmente concesso in prestito al Primo violoncello Luigi Piovano da Tarisio Fine Instruments&Bows.