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Aldo Mondino. Calpestar le uova!

Alessandria, Palazzo del Monferrato

Alessandria, Palazzo Cuttica

Casale Monferrato (Al), Museo della Sinagoga

30 Novembre 2008

A tre anni dalla scomparsa, Alessandria e Casale Monferrato, dal 31 ottobre al 30 novembre 2008, rendono omaggio a Aldo Mondino con una grande mostra articolata nelle tre sedi di Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica a Alessandria a cui si aggiunge il Sala Mostre della Comunità Ebraica a Casale Monferrato.
Aldo Mondino (Torino, 1938-2005) è uno dei più significativi protagonisti della scena artistica italiana in grado di ripercorrere, con grande indipendenza ed autorità, le esperienze estetiche dall’inizio degli anni Sessanta sino a oggi, imponendo una matrice linguistica del tutto originale che non è ancora stata sufficientemente indagata.
Promossa dalla Società Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, l’esposizione, col patrocinio della Regione Piemonte, curata da Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e con la Comunità ebraica di Casale Monferrato, documenterà, attraverso 100 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni, alcune inedite, l’itinerario artistico tanto vario quanto articolato dell’artista all’interno di una ricerca non priva d’ironia e provocazione che si è sempre sviluppata con problematicità affrontando in più occasioni il significato stesso dell’opera d’arte.
Come afferma Paolo Filippi, presidente della Società Palazzo del Monferrato, “L’omaggio doveroso e indubbiamente sentito, commosso e al contempo entusiasta, che oggi la Società Palazzo del Monferrato rende a un eccezionale rappresentante dell’arte contemporanea, a cui le nostre colline hanno avuto la fortuna di fare da culla per l’età matura, vuole essere una riflessione sul linguaggio artistico nella sua totalità”.
Così, Gianfranco Pittatore, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dichiara che “con questa mostra la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria rende omaggio a questo artista, cittadino del mondo che, con la sua capacità di grande catalizzatore, ha per molti anni trasformato il Monferrato in un crocevia di cultura e di incontri, di altissimo livello e di taglio internazionale”.
Nelle parole del curatore, “La rassegna consente di riflettere su un artista eclettico e geniale che ha saputo modificare profondamente i codici dell’estetica e della creazione. Ogni opera mette in discussione i dogmi dell’arte e delle stesse avanguardie da cui Mondino è partito. Aldo è indubbiamente una figura imprescindibile per comprendere le vicende attuali, tra i pochi ad aver affrontato il linguaggio nella sua totalità”.
La mostra, che ha il suo nucleo centrale a Palazzo del Monferrato, prende avvio da una serie di irriverenti omaggi a Felice Casorati. È proprio ispirandosi a una delle tematiche più ricorrenti della pittura del maestro torinese che è scaturito il titolo della mostra, Calpestar le uova!, scritta che compare su un mosaico realizzato da Mondino nel 2003 ed esposto ad Alessandria. Casorati, infatti, ha rappresentato per Mondino il bersaglio ideale per esprimere la sua visione antiaccademica dell’arte sin dal 1964 quando, a soli 26 anni ha proposto, nella galleria torinese di Gian Enzo Sperone, alcune tele a quadretti con l’immagine di un’opera celebre del maestro.
Sono numerose le composizioni che fanno riferimento a questo periodo giovanile della sua produzione già chiaramente improntata a mettere in discussione le regole della pittura. Viene, per esempio, esposto Non Calpestar, uno zerbino in cocco del 1964 con l’immagine della madre col bambino e, sempre dello stesso anno, La porta dove l’opera di Casorati diventa un logo collocato sulla porta di legno e sul portachiavi.
Casorati significa Torino e proprio dal capoluogo piemontese prende avvio la sua ricerca sui materiali partendo dal cioccolato Peyrano che consente di realizzare sculture che simulano il bronzo, sviluppando quell’inganno visivo che sarà caratteristico di tutta la sua avventura creativa anche negli anni successivi. Lo dimostra, per esempio, Scultura un corno che ironizza sulla tradizione africana.
La medesima componente si rintraccia anche in un’altra opera emblematica come Torre di torrone realizzata nel 1968 per una mostra alla galleria Torre di Torino dove l’artificio architettonico passa attraverso la costruzione in torrone. La capacità di cogliere la profonda trasformazione della ricerca artistica durante gli anni Sessanta ha condotto Mondino verso una serie di lavori che vanno nella direzione di una ricerca concettuale come la serie delle Cadute dove il colore sembra scivolare sulla tela assumendo un aspetto liquido e nello stesso tempo oggettuale. Le opere vennero proposte per la prima volta alla galleria Stein di Torino nel 1965 e oggi tornano nella rassegna di Alessandria insieme alla serie dei Palloncini dove, con ironia, viene applicato il principio opposto, ovvero la sospensione della pittura che si muove verso l’alto creando un’illusione ottica motivata dal movimento del palloncino che trasporta con sé il dipinto.
Accanto alle composizioni più sperimentali in linea con le ricerche dell’arte povera, non manca l’opportunità di approfondire gli aspetti forse più popolari della ricerca di Mondino, ovvero quelli relativi all’oriente in base ad un’ampia ricerca iniziata all’inizio degli anni ottanta.
In questa circostanza, insieme ai celebri Dervisci, viene presentata, per la prima volta al pubblico, Festa araba, di quasi sei metri di lunghezza, finora custodita nella sua abitazione nel Monferrato. Non mancano nemmeno The Byzantine World, una grande opera del 1999 realizzata con 12 mila cioccolatini e una delle più significative opere della serie Tappeti stesi in eraclite. Si tratta dell’esemplare di oltre due metri d’altezza esposto alla Biennale veneziana del 1993 quando a Mondino venne dedicata una sala personale.
Alzando gli occhi verso l’alto, poi, si scoprono gli Jugen stilo, i lampadari con le penne bic che strizzano l’occhio alla decorazione Jugendstil.
L’esposizione, poi, prende in esame la ritrattistica e gli omaggi agli artisti come Tano Festa, Franco Angeli e Jim Dine. L’artista americano appare in una curiosa opera del 1992 dal titolo Mon Dine dove Mondino gioca sul suo autoritratto. Non manca nemmeno Alighiero Boetti suo amico d’infanzia, anche lui amante dell’Oriente cui è stata dedicata una serie di opere nel 1994, l’anno della sua morte, dove il cielo dei gabbiani ricorda il cielo di Essaouira in Marocco. Accanto ai ritratti maschili, una serie di ritratti femminili mai esposti prima in una mostra pubblica che vanno da Karen Blixen a Virginia Woolf, da Frida Kahlo a Gertrude Stein.
In mostra viene proposta anche la passione per la Tauromachia (spesso Mondino si ritraeva da torero) nata all’inizio degli anni Novanta che va in parallelo con l’indagine sull’oriente. “Mi chiedono di giustificare la mia passione per le corride. È come se mi chiedessero il perché della mia passione per la pittura. A me sarebbe piaciuto essere un torero, non ne ho purtroppo il coraggio e non sono da troppe generazioni uno spagnolo. Penso comunque che la leggerezza, l’eleganza e l’agilità di fronte alla morte non siano da tutti”, ha affermato Mondino.
Una sintesi del suo cammino è poi espressa da un ampio corpus di disegni, in gran parte inediti, che ripercorrono la sua intensa attività dalle prime esperienze in ambito concettuale sino agli ultimi anni.
Nei suggestivi ambienti settecenteschi di Palazzo Cuttica si ha l’opportunità di riflettere in maniera approfondita su Mondino scultore, un altro aspetto fondamentale della sua poliedrica ricerca. In quest’occasione vengono presentate le sue opere più note da La mamma di Boccioni dove l’omaggio al maestro futurista passa attraverso una figura femminile dove i seni sono sostituiti dalle bocce di bowling, a Operà, un pesce che transita con le gambe di Alberto Giacometti. Ma sono esposte anche altre opere emblematiche come Lobby Star, Singer, Viola d’amore, Vis à vis e Torso torsolo. Come afferma Mondino la specificità delle sue sculture nasce da una distorsione della percezione visiva: “Il pensiero di realizzare lavori tridimensionali accompagna il mio percorso da sempre. I soggetti sono frutto di quella dimensione “miope”, di quella “distanza” che mi fa vedere da lontano un oggetto che da vicino sembra un altro”.
La parte più intima e privata dell’antologica è ospitata nel Sala Mostre della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, luogo cui Mondino era particolarmente legato. Anzi, era solito dire che una delle ragioni per le quali abitava nel Monferrato era proprio la vicinanza della splendida sinagoga.
Qui viene presentata una serie di opere di argomento ebraico dove la religione è affrontata con la consueta ironia, filtrata da un’attenzione specifica nei confronti delle tradizioni. In questo ambito sono esposte alcune opere particolarmente emblematiche degli anni novanta come Sukkot Be Bop A Lulav, Kapparot, Mazel Tov, Il violinista e Metterci una pietra sopra.
Nell’occasione, viene riproposto anche il Muro del Pianto in zucchero, un’installazione di sei metri che è stata presentato per la prima volta a Villa Pignatelli di Napoli. Si tratta di un’opera dal sapore metafisico e coinvolgente con i grandi massi ricoperti di zucchero ravvivati dall’inserimento di alcuni cespugli. “La dolcezza di questa grande immagine voleva anche ricordare quella dolcezza latte e miele da sempre evocata dagli ebrei della diaspora nei confronti di Gerusalemme”, ha affermato Mondino.
La mostra si avvale per la promozione della collaborazione di Civita ed è accompagnata da un catalogo Silvana editoriale.

Ridotto € 2,00 (Amici di Civita, possessori card Porro, possessori tessera Art’è, soci Touring, dipendenti gruppo Telecom, possessori card Enel, possessori tessera Aci, utenti registrati al sito Civita, possessori tessera Fai, abbonati speciali al Gambero Rosso, abbonati librerie Dante Alighieri, possessori tessera soci CTS, possessori tessera FNAC, possessori tessera Ina Assitalia, dipendenti Agenzie Generali, dipendenti Presidenza del Consiglio dei Ministri, possessori Feltrinelli Carta più, abbonati dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e possessori della Santa Cecilia Card, soci COOP, possessori card Arci, possessori card AIG - Ostelli

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