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Antoniazzo Romano "pictor urbis"

Roma, Palazzo Barberini

02 Marzo 2014

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Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Roma, diretta da Daniela Porro, presenta la prima mostra monografica dedicata al pittore rinascimentale Antoniazzo Romano.
La rassegna, promossa e organizzata dalla Soprintendenza e curata da Anna Cavallaro e Stefano Petrocchi, è allestita negli ambienti monumentali dedicati alle mostre temporanee al piano terra di Palazzo Barberini.
Antonio Aquili detto Antoniazzo Romano (Roma 1435/40 – 1508), figura centrale del Rinascimento, fu attivo per quasi mezzo secolo fino al primo decennio del Cinquecento a Roma e nel territorio laziale. La mostra illustra il contesto in cui si sviluppa la vicenda artistica del maestro e le svolte fondamentali nella sua produzione. Il pittore era contemporaneo di Benozzo Gozzoli, di Piero della Francesca e di Domenico Ghirlandaio, sui quali si formò, e di Melozzo da Forlì, Piermatteo d’Amelia e il Perugino con cui condivise importanti commissioni. La ricca produzione di pale d’altare, cicli decorativi e quadri di devozione, era destinata a un pubblico composto in prevalenza di alti prelati della curia romana, comunità religiose ed esponenti dei ceti nobiliari. Opere di grande suggestione e di qualità altissima, i suoi dipinti uniscono le novità rinascimentali agli splendori dell’arte medievale, nella profusione degli ori e nella bellezza sacrale dei suoi personaggi, specie le sue straordinarie Madonne dalle sembianze modernamente affini alle tipologie femminili di quel periodo.
Circa cinquanta le opere esposte - polittici, grandi pale, piccoli dipinti devozionali, tavole fondo oro, e un ciclo di affreschi staccati, insieme a opere di confronto e testimonianze documentarie - che offrono al pubblico un viaggio nel Rinascimento “quotidiano” di Antoniazzo e della sua nutrita bottega. La completezza del percorso espositivo è stata resa possibile dalla generosità di prestigiose istituzioni museali pubbliche e private (dai Musei Vaticani ai Musei nazionali del Bargello, di Capodimonte, e dell'Aquila, al Museo Poldi Pezzoli), di Musei civici (Rieti, Montefalco e Montefortino), di collezioni private (Umberto Veronesi e Fondazione Santarelli). Importanti prestiti provengono inoltre dalle maggiori chiese romane e laziali, di cui molte di proprietà del Fondo edifici culto del Ministero dell'Interno, e da complessi conventuali.
Per l'occasione, nell'ambito della sua attività istituzionale di tutela, la Soprintendenza ha curato la campagna di restauri delle principali opere di Antoniazzo esposte. La quasi totalità degli interventi conservativi è stata realizzata dai tecnici dei laboratori di restauro della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e il Polo museale di Roma e della Soprintendenza per il Patrimonio Storico e Artistico del Lazio, diretta da Anna Imponente, coordinati dai funzionari storici dell'arte dei due istituti.
A completare l'iniziativa, un itinerario cittadino, promosso in collaborazione con il Comune di Roma, accompagna il pubblico alla scoperta delle testimonianze della pittura di Antoniazzo e della sua scuola presenti in numerosi edifici storici di Roma. Imprenditore di una bottega operosissima e affollata, nell'arco di decenni Antoniazzo fu chiamato a decorare i luoghi sacri più importanti della città. Dalle basiliche dei Santi XII Apostoli, di Santa Croce in Gerusalemme, di San Giovanni in Laterano, al Pantheon, alle chiese gianicolensi di San Pietro in Montorio e San Onofrio, l'opera di Antoniazzo rappresenta il rinascimento romano.
I servizi di accoglienza e di promozione sono affidati a Gebart. Il catalogo della mostra è edito da Silvana Editoriale.
Per info mostra ed itinerario cittadino: www.galleriabarberini.beniculturali.it oppure www.gebart.it