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Canova. L’ideale classico tra scultura e pittura

Forlì, Musei San Domenico

21 Giugno 2009

Non sarà l’ennesima riedizione di una mostra generica sul Canova, bensì un’attenta ed affascinante indagine sul grande neoclassicismo internazionale, con un focus di partenza - Forlì - ben localizzato ma non locale. Una mostra che spazierà dalla scultura alla pittura, italiana ed internazionale, proponendo anche alcuni, altissimi confronti con Tiziano e Raffaello, e altri capolavori di quel “classico” che fu fonte di ispirazione per molti artisti tra l’ultimo Settecento e il primo Ottocento.
Per Forlì, Canova creò tre capolavori. Innanzitutto una versione di Ebe, una delle sue opere più popolari, realizzata tra il 1816 e il 1817 per la contessa Veronica Guarini. A precedere Ebe, nel 1814, fu la Danzatrice col dito al mento destinata al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario in un atroce fatto di sangue, il cui mistero rimane ancora insoluto. La vicenda verrà sublimata dallo stesso Canova nella bellissima Stele funeraria di Domenico Manzoni ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinità.
La grandezza di Canova, già in vita celebrato come il più grande scultore di tutti i tempi per avere riportato nel mondo la perfezione della scultura greca, sarà testimoniata da prestiti assolutamente eccezionali. Come i due colossali Pugilatori dei Musei Vaticani, ispirati ai due Dioscuri del Quirinale, su cui il giovane Canova si arrampicò tante volte per studiarli. O come la Venere Italicadi Palazzo Pitti, la dea moderna tanto amata da Foscolo che la riteneva superiore a quella antica. O ancora la Venere Medicea degli Uffizi e la Maddalena, capolavoro per il quale Canova trovò ispirazione in Tiziano.
La mostra, realizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, vede la prestigiosa collaborazione del Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, dei Musei Vaticani, del Polo Museale Fiorentino, del Museo Civico di Bassano e della Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Curatori della mostra e del catalogo sono Antonio Paolucci, Sergéj Androsov e Fernando Mazzocca; il prestigioso comitato scientifico è presieduto da Antonio Paolucci; il coordinamento generale è affidato a Gianfranco Brunelli. Curatori dell’allestimento sono gli Studi Wilmotte et Associés di Parigi e Lucchi & Biserni di Forlì. Civita ne cura i servizi.

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