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Da Van Dyck a Bellotto. Magnificenza alla corte dei Savoia

Bruxelles, Palais des Beaux Arts

24 Maggio 2009

Il progetto di trasferimento della Galleria Sabauda nella nuova sede di Palazzo Reale, nel cuore del nuovo Polo dei Musei Reali di Torino, previsto nel 2011 - anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”- consente di esporre fuori della Galleria un numero molto consistente di capolavori ed è il motivo che ha reso possibile l’organizzazione della grande mostra “Da Van Dyck a Bellotto. Magnificenza alla corte dei Savoia” che aprirà al pubblico dal 20 febbraio al 24 maggio 2009 al Palais des Beaux Arts di Bruxelles, per la quale Civita ha garantito un importante sostegno fin dalla fase di progettazione.
La mostra è promossa dal Palais des Beaux Arts e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte e, per la parte italiana si avvale del fondamentale contributo della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo. Il catalogo è edito da Allemandi.
Le collezioni della Galleria Sabauda, nata come pubblico museo nel 1832, offrono la possibilità di restituire le scelte dei Duchi, delle Madame Reali e dei Re per i propri palazzi con capolavori di grandi maestri, tra cui Bassano, Gentileschi, Guido Reni, Anton Van Dyck, Sebastiano Ricci, Francesco Solimena e Bellotto.
Incentrata sulla magnificenza della corte dei Savoia dal suo insediamento definitivo a Torino nel secondo Cinquecento ai due secoli successivi, la mostra presenta più di 100 opere, una selezione che documenta la volontà di aggiornamento dei sovrani sabaudi, perseguita attraverso contatti e scambi con le altre corti europee, mettendo in evidenza il rapporto tra committenze, mecenatismo e collezionismo.
I propositi di celebrazione dinastica attraverso le arti riflettono l’importanza strategica della corte torinese a livello europeo, confermata dalla conquista del titolo regio all’inizio del Settecento.
L’esposizione si apre con una sezione dedicata all’iconografia dinastica dal Cinquecento alla fine del Settecento. Si prosegue con un raro nucleo di opere che presentano gli inizi del collezionismo sabaudo dai pittori e miniatori attivi per la corte itinerante di Amedeo VIII fino alla stagione del pieno Rinascimento con Gaudenzio Ferrari. Il percorso mostra, poi, le scelte collezionistiche dei Savoia a fine Cinquecento per Torino, eletta stabile capitale del ducato. La sezione successiva è dedicata alla pittura caravaggesca, che godette di precoce fortuna e apprezzamento presso la corte sabauda, come attesta l’autorevole presenza in mostra dell’ Annunciazione di Orazio Gentileschi, autentico capolavoro e opera tra le più celebri ed importanti del museo torinese.
L’itinerario di visita prosegue con alcuni dipinti provenienti dalle collezioni del principe cardinale Maurizio di Savoia e procede poi con la grande stagione del Settecento. A conclusione del percorso espositivo viene presentata una serie di quattro arazzi di manifattura di Bruxelles degli anni 1750-60, raffiguranti il tema delle Quattro parti del Mondo.
Appositi apparati in mostra evidenzieranno i legami tra le opere della Galleria e le collezioni delle Residenze Sabaude, la storia della Galleria e il progetto di trasferimento.

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