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Damien Hirst

Napoli, Museo Archeologico Nazionale di Napoli

31 Gennaio 2005

Hirst (1965) è uno dei più popolari e controversi artisti sulla scena dell'arte contemporanea, l'esponente di spicco della straordinaria rinascita culturale di Londra negli ultimi anni '80.
La sua arte è intrisa delle inquietudini del nostro tempo: le gravi contraddizioni della società post-industriale, l'eterna sublimazione di decadenza e morte, i fallaci meccanismi e le ambiguità del progresso scientifico e medico vengono analizzati ed evidenziati attraverso sculture e dipinti di grande impatto visivo ed emotivo. Composizioni and installazioni di oggetti presi dalla realtà ricreano microcosmi isolati sotto vetro, come la serie di animali morti conservati in formaldeide in grandi teche trasparenti (tra cui la pecora e le due mucche sezionate) Hirst reinterpreta la tradizione pittorica con disegni psichedelici - suo vero marchio di fabbrica - a cui dà per titolo formule di chimica e di fisica e le loro connotazioni, nonché con superfici monocrome violate da farfalle vive nel loro ultimo volo, o da un denso sciame di mosche a formare una prospettiva tutta nera; un inferno in terra. Le serie di microcosmi ricostruiscono e rispecchiano il ciclo della vita e il conflitto esistenziale col quale ciascuno di noi si confronta nella vita di tutti i giorni, nel proprio intimo e nel rapporto con gli altri