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Domenico Morelli e il suo tempo. Dal romanticismo al simbolismo 1823-1901

Napoli, Castel Sant' Elmo

29 Gennaio 2006

La mostra è dedicata ad uno dei protagonisti della vita culturale italiana del secolo scorso. Domenico Morelli,(Napoli 1823 - 1901) oltre ad essere un grande innovatore della pittura italiana dell'Ottocento, è caposcuola della pittura napoletana a partire dalla metà del secolo. Studia all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove è allievo di Giuseppe Mancinelli, innovatore nel campo della pittura di storia che sovverte i modelli neoclassici, recuperando i valori della grande tradizione italiana del passato. A Roma prima del 1848, approfondisce la conoscenza della pittura antica ed entra in contatto con il cenacolo di artisti francesi e tedeschi ivi presenti. Dopo la partecipazione agli eventi insurrezionali del 1848, nonostante abbia vinto il pensionato artistico, è costretto a risiedere a Napoli, per ordine del re, ma riesce ugualmente a compiere tappe d'istruzione a Firenze e Roma. Morelli può essere considerato un artista moderno e un intellettuale che partecipa alla vita culturale dell'Italia del suo tempo: straordinaria risulta, infatti, la ricchezza delle suoi epistolari, pubblicati da Primo Levi (1906) e da Anna Villari (2002 - 2005) Egli consolida, (Gli Iconoclasti,1855) soprattutto a partire dall'Unità d'Italia, il suo ruolo di protagonista, diventando riferimento per le istituzioni pubbliche e per artisti, collezionisti e mecenati italiani.