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Emilio Vedova

Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

06 Gennaio 2008

In collaborazione con la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova e con la Berlinische Galerie, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna dedica, ad un anno dalla sua scomparsa, una retrospettiva a Emilio Vedova (1919-2006), testimonianza della stima esistente, già dagli anni Quaranta, tra la Galleria ed il pittore e compimento di un antico progetto mai realizzato, di un rapporto iniziato e coltivato negli anni, mai prima consacrato con un'esposizione personale. Artista di fama internazionale, Vedova si afferma come una delle voci più significative del panorama artistico italiano del secondo dopoguerra e uno dei protagonisti più appassionati del dibattito culturale di quel periodo. La sua lunga carriera, connotata da numerosi soggiorni all'estero, gli valse nel 1960 l'assegnazione del Gran Premio per la pittura alla XXX Biennale di Venezia. Nella ricerca pittorica, che ha coinvolto diverse materie e mezzi espressivi, Vedova mantiene saldo l'interesse per lo spazio. Emblematica è l'esplosione del quadro nell'ambiente che si verifica nella serie dei Plurimi. Artista a tutto campo, egli ha inoltre concepito scenografie per il teatro e ha realizzato installazioni complesse, come quella dell'Expo di Montreal del 1967. La mostra, a cura di Alessandra Barbuto e Angelandreina Rorro, intende ripercorrere i momenti salienti della sua vicenda artistica: circa 150 opere, in gran parte provenienti dalla Fondazione Vedova, ma anche da musei pubblici e collezioni private, per documentare la straordinaria avventura artistica del maestro veneziano, dalla produzione grafica giovanile alla partecipazione ai movimenti del dopoguerra, dai cicli pittorici degli anni Cinquanta e Sessanta a quelli dei Carnevali e dei Dischi, fino ai più recenti lavori.