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Ettore Sottsass

Napoli, Museo di Capodimonte

16 Giugno 2004

Nella lunga carriera dell'artista milanese, anche conosciuto per i suoi lavori di architettura e design, la fotografia ha rappresentato parte essenziale della sua ricerca. Sin dal 1943, soldato semplice sul fronte di guerra sulle Alpi orientali, Sottsass usa frontalmente il mezzo fotografico per immortalare disagi, disperazione e perdita di coscienza dell'uomo-bellico. Per tutta la sua vita il suo occhio-obiettivo ha indagato, denunciato e preso appunti in un lavoro che si è trasformato in autobiografia visiva. Questa prima sezione si compone di una installazione di 356 immagini realizzate tra il 1943 e il 2003 ed è costituita da stampe digitali ognuna di 30cmx40cm. La seconda sezione denominata 'metafore' raccconta un'altra esperienza dell'artista.Negli anni del movimento dell'architettura radicale in Italia Sottsass attraversa un periodo di analisi e di riflessione critica molto importante: "un periodo di vuoto, di meditazione introversa, di purificazione e sgombro di tutto quello che erano le leggi, le consuetudini e il vocabolario della cultura razionalista". Nel 1970 Sottsass incontrerà una giovane artista spagnola e con lei parte per lunghe peregrinazioni seminomadi. La terza sezione denominata 'Rocce' è un'indagine sulle sedimentazioni vulcaniche delle rocce delle isole Eolie. La ricerca si trasforma in una vera e propria sezione del suo lavoro fotografico che viene presentata, in anteprima, in questa mostra. Questa sezione si compone di circa 8 opere in bianco e nero, montate su alluminio, ciascuna dalle dimensioni di 70cmx100cm.