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Francesco Somaini - Il periodo informale 1957 - 1964

Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

25 Novembre 2007

Alla fine degli anni Cinquanta la stagione informale in Italia ha la sua piena affermazione; Somaini si appresta a rappresentarne, in scultura, uno degli esiti più alti. Dal 1957 la sua ricerca estetica si allontana dall’astrattismo di matrice cubista e si concentra, infatti, sulla sperimentazione di materie e tecniche capaci di comunicare messaggi di forte valenza esistenzialista. Dapprima nei disegni, poi nei pochi dipinti e nei “graffiti” su tavola, l’artista puntualizza quello che sarà il suo linguaggio informale: una grammatica di segni potenti, dall’andamento deciso sia nelle linee che nelle torsioni concentriche, che si appresta a comporre, nel giro di pochissimi anni, una sintassi completa, autonoma, di grande rigore oltre che di notevole suggestione. La mostra che la Galleria Nazionale d’arte moderna dedica a Francesco Somaini, scomparso nel 2005, intende presentare questo momento nodale dello sviluppo informale della sua scultura, con opere che vanno dal 1957 al 1964. In questo periodo, infatti, l’artista esprime nel tormento delle masse plastiche metalliche – di ferro, di piombo, di bronzo – che rivelano la loro genesi magmatica, seppure bloccate da fresature e lucidature negli incavi, la lotta dello scultore con la materia, la sua volontà di piegarla ad espressione di un intelletto e di una spiritualità vigili quanto tenaci. I “Feriti”, i “Martirii”, i “Nauti” sono i temi che Somaini introduce nella sua complessa iconografia informale di questo periodo, accanto alle “Orizzontali”, alle “Verticali”, alle “Oblique”, con l’intento di testimoniare una tensione spirituale laica attraverso la materia scultorea. La mostra, curata da Mariastella Margozzi e da Luisa Somaini, sarà allestita nella Sala Dossier della Galleria Nazionale e nelle sale immediatamente adiacenti e si comporrà di: trentaquattro sculture dal 1957 al 1964, di venti disegni del 1957 e 1958, di una serie di dipinti e di graffiti su tavola. Nella bidimensionalità, infatti, l’artista sperimenta il nuovo linguaggio informale prima ancora di elaborarlo plasticamente nelle sculture. Il catalogo presenta saggi di Mariastella Margozzi, Fabrizio D’Amico, Maria Vittoria Marini Clarelli e Luisa Somaini, che esaminano in maniera approfondita e critica le vicende culturali che inducono Somaini a operare la sua svolta poetica e le modalità tecniche e artistiche con cui affronta questa nuova fervida stagione della sua attività.