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Giuseppe Penone. Prospettiva vegetale

Firenze, Forte di Belvedere e Giardino di Boboli

05 Ottobre 2014

Grazie a una proficua collaborazione tra il Comune di Firenze e la Soprintendenza per il Polo Museale fiorentino, Forte di Belvedere e Giardino di Boboli ospitano, a partire dal 5 luglio, "Prospettiva vegetale", un grande progetto espositivo, ideato da Sergio Risaliti, curato da Arabella Natalini e Sergio Risaliti, dedicato a Giuseppe Penone, artista tra i più affermati a livello internazionale. La mostra è promossa dal Comune di Firenze in collaborazione con la Soprintendenza del Polo Museale fiorentino, Opera Laboratori Fiorentini – Gruppo Civita, Lottomatica e organizzata da Once – Extraordinary Events; il catalogo è edito da Forma. Editrice per l’arte e l’architettura.
Dopo i successi ottenuti con la mostra realizzata nei giardini della Reggia di Versailles e l’installazione delle opere permanenti alla Venaria di Torino, Penone si con¬fronta ora con il parco storico di Boboli e con la sfida che Forte di Belvedere - restituito al pubblico lo scorso anno dopo una lunga chiusura - ha lanciato ad alcuni dei più grandi scultori del XX e del XXI secolo.
Sulla traccia della tradizione avviata nei decenni scorsi con le celebri esposizioni dedicate ad artisti come Henry Moore, Fausto Melotti, Beverly Pepper, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, le sculture di Giuseppe Penone si dislocheranno tra gli imponenti bastioni esterni della fortezza fiorentina e il magnifico Giardino di Boboli, entrambi patrimonio dell’Unesco. “Dopo il successo della mostra di Zhang Huan, l’estate scorsa, una nuova e suggestiva esposizione di un artista di fama internazionale ci consente di riaprire il Forte di Belvedere e di restituirlo alla città - commenta il Sindaco di Firenze Dario Nardella - Firenze è lieta di dare il bentornato a Giuseppe Penone che, in un inedito percorso unificato attraverso il Giardino di Boboli e la fortezza medicea, riuscirà a far dialogare l’arte con la natura facendoci cogliere, in una continua interazione, l’anima intima e materica delle sue sculture”.
Per la prima volta le due prestigiose sedi saranno collegate tra loro in un percorso artistico che non ha pre¬cedenti. Le opere dell’artista creeranno, infatti, una nuova prospettiva volta ad alimentare un dialogo serrato tra scultura, architettura e paesaggio, ma anche tra presente, passato e futuro. Il pubblico potrà muoversi tra i diversi spazi alla scoperta di Firenze e del suo skyline, seguendo il ritmo e la direzione delle opere di Penone, in cui visione e percezione sempre si rigenerano a partire da un rapporto profondo tra uomo e ambiente, tra cor¬po e natura vegetale. “Con i responsabili del Giardino, il direttore Matteo Ceriana e l’architetto Mauro Linari – commenta la Soprintendente Cristina Acidini – sono molto lieta di questa iniziativa che accomuna Boboli e il Forte di Belvedere, nel segno di un grande artista, autore di opere in cui il trattamento sapiente delle materie fa vibrare lo spirito della natura”.
A partire dalle sue prime esperienze giovanili, entrate da tempo nella storia dell’arte del XX secolo, Giuseppe Penone ha intrapreso un lungo percorso segnato da un interesse profondo per il rapporto tra natura e cultura scultorea: legno, bronzo, marmo. Il loro utilizzo lo ha accompagnato negli anni: nel¬le sue prime azioni a diretto contatto con la natura, dove il gesto umano si inserisce rispettosamen¬te nella crescita naturale; nei celebri Alberi in legno, che ancora un gesto scultoreo ha riportato alla luce, liberandoli dalle travi già trasformate dall’azione dell’uomo; in quelli in bronzo che innestano nella tra¬dizione scultorea antica le forme arboree; nei blocchi di marmo delle Anatomie, dove emergono sia vena-ture minerali che antropomorfiche; fino ai magnifici disegni dove l’artefice imprime una traccia del pro¬prio corpo che si espande, attraverso il tratto a grafite, riprendendo l’andamento della crescita dei fusti.
Penone ha sviluppato il suo linguaggio a contatto con la natura, o meglio, dentro alla natura stessa, cimentan¬dosi con insuperabile maestria con interventi in grandi spazi all’aperto, senza mai incrinare l’equilibrio antico che la caratterizza, ma riportandovi lo sguardo contemporaneo e la linfa vitale che lo contraddistinguono.
Parallelamente, il suo lavoro è stato esposto in alcune delle sedi museali più prestigio-se al mondo, tra cui il Guggenheim di New York, il Centre Pompidou di Parigi e lo Stede¬lijk Museum di Amsterdam, ricreando ogni volta atmosfere evocative attraverso opere che riflet¬tono sul lavoro dell’uomo e della natura, sulla pratica artistica, sul trascorre del tempo e della vita.