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Italia a colori 1861 - 1935

Roma, Palazzo Incontro

08 Gennaio 2012

140 immagini - molte delle quali inedite nel nostro Paese - scattate dall’Unificazione agli anni Trenta del Novecento, quando comincia a diffondersi l’uso della pellicola fotografica, raccontano luoghi, persone, paesaggi e la vita quotidiana degli italiani di questo periodo, dal 1861 al 1935.
E’ un viaggio nella nostra storia; una storia nella quale l’evoluzione e la sperimentazione delle tecniche fotografiche si incrociano e si sovrappongono con i cambiamenti rapidi e tumultuosi che una giovane nazione, l’Italia, conosce nel volgere di pochi decenni.
La mostra Italia a colori 1861-1935 è curata da Reinhard Schultz e dal Progetto Storia e memoria della Provincia di Roma; inserita nell’ambito del Progetto ABC ed organizzata da Civita. Il catalogo è edito da Fandango libri.
Diverse sono le tecniche utilizzate per la produzione di queste opere, la cui stessa realizzazione rappresenta una “storia nella storia”, un cammino pensato anche per ripercorrere i primi passi di una delle forme artistiche più amate dei nostri tempi.
Il 17 maggio 1861, due mesi dopo la proclamazione dell’Unificazione italiana (nascita del Regno d’Italia, 17 marzo 1861), James Clerk Maxwell presenta presso il Royal Institution di Londra la prima fotografia a colori, basata allora sul principio dei tre colori (Trichromia).
Tuttavia è dopo la pubblicazione, nel 1888, della prima fotografia a colori da parte della rivista francese “L’illustration” che cresce in tutta Europa l’interesse per questa nuova tecnica rappresentativa.
Da allora si sviluppa una vera e propria rincorsa verso la scoperta e l’applicazione di nuovi strumenti e tecniche riproduttive, come la colorazione delle stampe fotografiche o la nascita dei fotochrome (basati sulla procedura litografica).
Nel 1904 i fratelli Lumière brevettano la prima placca autochrome, una lastra in grado di produrre diapositive a colori attraverso granelli colorati (composti da patate e un’emulsione di argento bromuro e gelatina) in rosso, arancio, verde e viola. È questa la svolta tanto attesa: nel 1907 nasce a Lione la prima industria per la produzione di piastre autocromate che diffonde in tutto il mondo questa nuova tecnica riproduttiva.
L’esposizione raccoglie una prima parte di immagini ad albume o in fotocromia (in cui la colorazione avveniva successivamente allo scatto), mentre, per il periodo successivo al 1907, sono presentate le fotografie scattate direttamente a colori attraverso la tecnica tricromica o autocromica. La maggior parte dei fotografi presentati hanno pubblicato le loro fotografie sull’Italia nella rivista National Geographics (tra questi Luigi Pellerano, Secondo Pia e Ferdinando Fino, ma anche Hans Hildenbrand di cui alcune immagini scattate durante la prima guerra mondiale sono state già presentante dalla Provincia di Roma nel 2009, in occasione della mostra “ La guerra a colori. 1914-1918”).