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Jan Fabre. Spiritual Guards

Firenze, Piazza Signoria e Museo di Palazzo Vecchio / Forte di Belvedere

La grande mostra Jan Fabre. Spiritual Guards, promossa dal Comune di Firenze, si sviluppa tra Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio (dal 15 aprile) e Forte di Belvedere (dal 14 maggio).
Si tratta di una delle più complesse e articolate mostre in spazi pubblici italiani realizzata dall’artista e regista teatrale fiammingo. In tutto esposti un centinaio di lavori realizzati da Fabre tra il 1978 e il 2016: sculture in bronzo, installazioni di gusci di scarabei, lavori in cera e film che documentano le sue performance. 
Fabre presenta anche due opere inedite, pensate appositamente per questa occasione: “Searching for Utopia”, di eccezionali dimensioni, e “The man who measures the clouds”, due sculture in bronzo che entrano a far par parte – temporaneamente - di quel museo a cielo aperto che è Piazza Signoria. In entrambe le opere si riconosce l’autoritratto dell’artista, nella doppia veste di cavaliere e guardiano, come tramite tra terra e cielo, tra forze naturali e dello spirito. 
Tra le opere esposte in Palazzo Vecchio anche un grande mappamondo (2.50 m di diametro) rivestito interamente di scarabei dal carapace cangiante, la cui forma e dimensione dialoga perfettamente con il celebre globo conservato nella Sala delle Mappe geografiche, opera cinquecentesca di Ignazio Danti; al Forte di Belvedere, tra i bastioni e la palazzina circa sessanta opere in bronzo e cera, oltre a una serie di film incentrati su alcune storiche performance dell’artista.
Le curatrici Melania Rossi e Joanna De Vos, insieme al direttore artistico del progetto Sergio Risaliti, hanno scelto il Forte Belvedere come nucleo tematico dell’esposizione per le sue caratteristiche spaziali e storiche: una fortificazione che nel tempo è servita per difendere Firenze dalle minacce esterne, ma anche per proteggere la famiglia dei Medici in tempi di rivolte cittadine. Un luogo che suggerisce un percorso attraverso la vita, le ambizioni e le angosce dei potenti signori medicei e che allude a opposte percezioni e sensazioni umane come quelle di controllo e abbandono, ma anche a bisogni e desideri contrapposti come quelli di protezione armata e di slancio spirituale.
A comunicare queste ambivalenze due schieramenti scultorei formati da 7 scarabei bronzei posizionati nei punti di vedetta del Forte e da una serie di autoritratti dell’artista a figura intera - tutti di un bagliore dorato che riflette il paesaggio circostante come un alone spirituale.
All’interno del primo piano della palazzina, in questa occasione riaperta al pubblico dopo molti anni, il percorso continua con sculture in cera e con proiezioni di film delle performance, in continuità e dialogo con le opere esterne e con il magnifico paesaggio fiorentino.
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