Per offrirti una migliore esperienza di navigazione, il sito utilizza dei cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.

L' Europa a Bologna. Grafica del novecento dalla collezione Tabarroni

Bologna, Pinacoteca Nazionale di Bologna

21 Settembre 2003

Duecento incisioni del Novecento europeo saranno prossimamente esposte nelle Sale delle Belle Arti. Provengono dalla singolare collezione di quasi duemila stampe, acquistata di recente dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dopo essere appartenuta a Luciana Tabarroni (Bologna, 1923-1991), appassionata studiosa di letteratura e di arti figurative, allieva di Roberto Longhi e amica di Francesco Arcangeli. La mostra, realizzata grazie al contributo di UniCredit Banca, mette in luce uno dei più interessanti casi di collezionismo di grafica nella storia bolognese; infatti la Tabarroni può dirsi erede di una lunga discendenza di collezionisti di grafica, figure di nobili e di borghesi, di artisti e di studiosi, emergenti a Bologna tra Sei e Settecento. Il percorso espositivo è esemplato sui criteri selettivi e organizzativi impressi alla raccolta dalla collezionista tra i primi anni Cinquanta e lo scorcio degli anni Ottanta. Sulla base di una rigorosa impostazione storica, gli artisti risultano inseriti per lo più nei loro confini nazionali e collocati secondo una successione cronologica scandita dalla data di nascita. Per quanto interessata ad una panoramica europea del Novecento, la collezionista si era opportunamente preoccupata di non trascurare le radici ottocentesche dell'arte del Novecento. Per alcune nazioni la raccolta prende perciò avvio da artisti già vissuti nella prima metà dell'Ottocento, per altre invece da grafici degli ultimi anni del secolo o dei primi del Nove. Pur rimanendo fedele alla classificazione degli incisori per nazione di appartenenza, la Tabarroni non ha ignorato alcuni validi grafici la cui terra di origine non è stata inclusa in collezione perché, a suo parere, non esprimeva una tradizione culturale autonoma; li ha dunque assimilati alla loro patria adottiva, estendendo lo stesso principio a grafici non europei che hanno contribuito in modo fondamentale all'arte del Vecchio Continente. Così, tra le opere selezionate per la mostra, verificheremo che il russo Vasilij Kandisnkij risulta "ospite" della Germania, mentre tra gli "ospiti" della Francia figurano il romeno Victor Brauner, il polacco Louis Marcoussis e i russi Marc Chagall, Ossip Zadkine e Serge Poliakoff. Viceversa, la Tabarroni ha riportato nel loro Benelux originario, Pierre Alechinsky, Corneille, Karel Appel, Paul Delvaux, Kees van Dongen, Magritte, Raoul Ubac, in quanto discendenti a tutti gli effetti dell'espressionismo nordico, declinato in una autonoma versione locale, e del movimento di reazione del "De Stijl". L'arco intero della storia dell'incisione europea nel secolo XX è illustrato sia da personalità di primo piano, sia da figure meno familiari al grande pubblico. Infatti, la collezione documenta con chiarezza le diverse correnti artistiche del Novecento, dalle più famose -Liberty, Cubismo, Espressionismo-, a quelle meno note -nell'ambito del Vorticismo inglese la mostra espone linoleum di Claude Flight e di Sybil Andrews-. Scorrendo, ad esempio, i fogli degli artisti tedeschi vediamo documentati il tardo Impressionismo, la Secessione di Monaco, l'Espressionismo della Brücke e del Blaue Reiter, il razionalismo del Bauhaus, la Neue Sachlichkeit, fino alle più recenti esperienze contemporanee. La grafica svizzera del XX secolo è altrettanto efficacemente esemplificata da artisti appartenenti alle diverse tendenze sviluppatesi tra la fine dell'Ottocento e gli anni Ottanta del Novecento, tra cui Cuno Amiet, Ignaz Epper, Max Bill, nonché dalle figure più significative di Berna (Paul Klee), di Basilea (Kurt Seligmann), di Ginevra (Alberto Giacometti), di Losanna (Félix Vallotton) e da personalità di rilievo della Scuola zurighese dell'arte abstrakt-konkret. In un contesto così sistematico non mancano le stampe rare, da considerarsi veri e propri capolavori. Sono esposte, tra le altre, Les drames de la mer Bretagne di Paul Gauguin (1889), l'Etude de femme di Henri de Toulouse Lautrec (1893), il Ritratto del Dr. A. di Edvard Munch (1895), Les baigneurs di Paul Cézanne (1898), Fränzi di Erich Heckel (1911), Fox di Georges Braque (1911), la Natura morta con panneggio di Giorgio Morandi (1931), L'homme au chien di Pablo Picasso (1914), Mädchen di Egon Schiele (1918), L'aquafortiste di Jules de Bruycker (1930 ca) e Amanti di Carlo Carrà (1927).