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L' Europa nella grafica del Novecento

Roma, Palazzo Fontana di Trevi

02 Maggio 2004

Duecento incisioni del Novecento europeo saranno esposte nelle Sale di Palazzo Fontana di Trevi a Roma, sede dell'Istituto Nazionale per la Grafica.
Provengono dalla singolare collezione di quasi duemila stampe, acquistata dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dopo essere appartenuta a Luciana Tabarroni (Bologna, 1923-1991), appassionata studiosa di letteratura e di arti figurative, allieva di Roberto Longhi e amica di Francesco Arcangeli. La mostra, che giunge a Roma dopo essere stata inaugurata a Bologna il 13 giugno del 2002, mette in luce uno dei più interessanti casi di collezionismo di grafica nella storia bolognese; infatti la Tabarroni può dirsi erede di una lunga discendenza di collezionisti di grafica, figure di nobili e di borghesi, di artisti e di studiosi, emergenti a Bologna tra Sei e Settecento. Il percorso espositivo è esemplato sui criteri selettivi e organizzativi impressi alla raccolta dalla collezionista, in un arco cronologico compreso tra i primi anni Cinquanta e lo scorcio degli anni Ottanta. Sulla base di una rigorosa impostazione storica, gli artisti risultano inseriti per lo più nei loro confini nazionali e collocati secondo una successione cronologica scandita dalla data di nascita. Per quanto interessata ad una panoramica europea del Novecento, la collezionista si era opportunamente preoccupata di non trascurare le radici ottocentesche dell'arte del Novecento. Per alcune nazioni la raccolta prende perciò avvio da artisti già vissuti nella prima metà dell'Ottocento, per altre invece da grafici degli ultimi anni del secolo o dei primi del Nove. Pur rimanendo fedele alla classificazione degli incisori per nazione di appartenenza, la Tabarroni non ha ignorato alcuni validi grafici la cui terra di origine non è stata inclusa in collezione perché, a suo parere, non esprimeva una tradizione culturale autonoma; li ha dunque assimilati alla loro patria adottiva, estendendo lo stesso principio a grafici non europei che hanno contribuito in modo fondamentale all'arte del Vecchio Continente. Così, tra le opere selezionate per la mostra, verificheremo che il russo Wassily Kandinsky risulta "ospite" della Germania, mentre tra gli "ospiti" della Francia figurano il romeno Victor Brauner, il polacco Louis Marcoussis e i russi Marc Chagall, Ossip Zadkine e Serge Poliakoff. Viceversa, la Tabarroni ha riportato nel loro Benelux originario, Pierre Alechinsky, Corneille, Karel Appel, Paul Delvaux, Kees van Dongen, Magritte, Raoul Ubac, in quanto discendenti a tutti gli effetti dell'espressionismo nordico, declinato in una autonoma versione locale, e del movimento di reazione del "De Stij".