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L'età art nouveau a Faenza. Il Cenacolo Baccariniano

Faenza, MIC Museo Internazionale delle Ceramiche

27 Maggio 2007

Sono trascorsi 23 anni dalla mostra dedicata a Domenico Baccarini nel primo centenario della sua nascita, realizzata a Faenza nel salone del Podestà e nel Museo Internazionale delle Ceramiche, alle cui spalle stava la bellissima esposizione Il Liberty, tenuta a Bologna nel 1977. Oggi, a cento anni dalla sua morte, avvenuta prematuramente nel 1907, la Regione Emilia Romagna, la Provincia e il Comune di Ravenna, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Faenza e il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza-Fondazione, promuovono due mostre: la prima "Domenico Baccarini. Una meteora del primo Novecento", è una monografica ospitata al MAR - Museo d'Arte della Città di Ravenna nella Loggetta Lombardesca, dedicata all'artista e alla sua opera intera, l'altra, quella faentina, imperniata sugli artisti che composero originariamente il cosiddetto "Cenacolo". Nato e risorto più volte in luoghi diversi - dapprima riferito agli anni della Scuola di Disegno e Plastica diretta da Antonio Berti, in seguito notoriamente trasferita nel retrobottega di Maddalena, la madre di Baccarini - il consesso accomunava sotto una medesima volontà di intenti anche scrittori, come Alfredo Oriani, collezionisti, come Ercole Alberghi, filantropi socialisti come Ugo Bubani; ma furono le arti figurative a primeggiare impersonate da Domenico Rambelli, Giuseppe Ugonia, Giovanni Guerrini, Francesco Nonni, Pietro Melandri, Ercole Drei e altri ancora. L'esposizione organizzata al Museo Internazionale delle Ceramiche, riserverà la sua maggior attenzione ai protagonisti della scultura, senza dimenticare fra le arti applicate la stessa ceramica, in gran parte già visibile nel percorso permanente del museo. Particolare peso assumerà poi la produzione di Achille Calzi, figura poliedrica di primo piano nella vita culturale e produttiva della città nei primi venti anni del secolo. Pittore, ceramista, scrittore, insegnante e direttore della pinacoteca, Calzi entrò in contatto, per formazione e poi per frequentazione, con poeti e artisti di prima grandezza - da Carducci a D'Annunzio, da Pelizza da Volpedo a Sartorio - coltivando un'arte eclettica in assonanza con le aree mittel-europee e contribuendo alla rinascita delle fabbriche di maioliche faentine. L'intento è quello di restituire l'ambiente culturale faentino del primo decennio del Novecento spingendo la ricerca fino al terzo, dopo il quale anche i protagonisti del "Cenacolo" cambiarono ideali artistici, forti di esperienze maturate in città o fuori di essa e al seguito o meno delle avanguardie, creando inoltre una serie di parallelismi di confronto con opere provenienti da musei e collezioni italiane e straniere di artisti famosi quali Klimt, Knopff, Munc, Larsson, Bonnard, Pelizza da Volpedo, Martini, Balla, Costetti, Romani, Mentessi, Previati, Segantini, De Carolis, Meunier. La Pinacoteca Civica di Faenza entra invece nella manifestazione dedicando l'esposizione "Domenico Baccarini. Disegni dalle Collezioni Comunali" a quella produzione in bianco e nero che valse all'artista numerosi riconoscimenti.