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L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura

Venezia, Gallerie dell'Accademia

20 Aprile 2008

All'ultima stagione di Tiziano è dedicata una mostra eccezionale. Dopo il grande successo ottenuto a Vienna, per iniziativa del Kunsthistorisches Museum e della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano sono esposti alle Gallerie dell’Accademia di Venezia 28 capolavori, dipinti da Tiziano dal 1550 sino alla morte, avvenuta nel 1576.
Intorno alla metà del Cinquecento, già quasi sessantenne Tiziano scopre un nuovo modo di dipingere: il colore si stende veloce e libero sulla tela e si sovrappone in corpose pennellate, le forme si scompongono, si accentua una grande sensualità e contemporaneamente una profonda spiritualità. Con una tecnica straordinariamente anticipatrice, crea una pittura teatrale che emoziona e per certi aspetti sembra legarsi all’opera del Tasso e agli scritti di Ariosto pubblicati negli anni ‘30 del Cinquecento proprio a Venezia.
A questa stagione ultima di Tiziano è dedicata una mostra eccezionale. Dopo il grande successo ottenuto a Vienna, per iniziativa del Kunsthistorisches Museum e della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano saranno esposti alle Gallerie dell’Accademia di Venezia 28 capolavori, dipinti da Tiziano dal 1550 sino alla morte, avvenuta nel 1576.
Come tutti ricorderanno già nel 1990 l’allora Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Venezia e laguna, in collaborazione con il Comune di Venezia, organizzò a Palazzo Ducale e successivamente alla National Gallery di Washington la prima esposizione monografica su Tiziano, dopo quella ormai storica del 1935 a Ca’ Pesaro.

La ragione principale della rassegna era la conclusione dei restauri delle opere di Tiziano presenti nel territorio veneziano. Oltre al risarcimento delle opere dell’artista, si erano potute sviluppare nuove e più avanzate tecnologie scientifiche per le indagini propedeutiche ai restauri, oggi divenute indispensabili a qualsiasi iniziativa.

Il Kunsthistorisches Museum di Vienna nel 2001 ha iniziato una ricerca a livello europeo, e non solo europeo, sulle tecniche e sulle modalità della tarda attività di Tiziano, caratterizzata dall’invenzione e dallo sviluppo della “pittura a macchia” secondo la brillante definizione del Vasari.

La Soprintendenza veneziana ha immediatamente aderito a questa ricerca e al progetto espositivo che ne è derivato.

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia posseggono l’ultima opera di Tiziano “La Pietà”, un grande ex voto contro l’epidemia che infuriava nell’anno della sua morte, che rappresenta forse il momento più alto di quella tecnica e di quella stagione artistica.

In occasione della mostra viennese si è inoltre concluso il delicatissimo intervento di restauro della “Ninfa e pastore” che ne ha consentito il trasporto a Venezia, rendendo possibile per la prima volta uno straordinario confronto con altre opere coeve e con assoluti capolavori come la “Punizione di Marsia”, proveniente da Kromeriz, nella Repubblica Ceca.

Grazie a prestiti eccezionali provenienti dai più importanti musei, assicurati per un valore che sfiora un miliardo di euro, la mostra rappresenta un unicum in Italia per questo periodo dell’artista.

Un percorso espositivo, articolato in tre sezioni, dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, che manifesta chiaramente il titanico impegno di Tiziano attraverso il racconto che queste opere propongono al visitatore.

Una mostra di capolavori, perché a commuoverci, più che le storie sono sempre ancora le immagini. E le immagini proseguono oltre la mostra, nelle collezioni permanenti delle Gallerie dell’Accademia, dove si incontrano i contemporanei, e il paragone con i capolavori di Giorgione, Veronese e Tintoretto diventa anche motivo per amplificare ed esaltare la novità del messaggio tizianesco.

La mostra è prodotta e organizzata dalla società Venezia Accademia, costituita da Marsilio Editori, Mondadori Electa, Ingegneria per la Cultura/Gruppo Civita e Verona83, che recentemente ha di nuovo vinto la gara per la gestione dei servizi della Soprintendenza. La mostra si avvale della sponsorizzazione di Assicurazioni Generali.

Il catalogo è edito da Marsilio.