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Lo Studiolo del Duca

Urbino, Galleria Nazionale delle Marche

04 Luglio 2015

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"Lo Studiolo del Duca – Il ritorno degli Uomini illustri alla Corte di Urbino" è il titolo della mostra che celebra, presso il Palazzo Ducale - Museo Nazionale delle Marche, la ricomposizione dopo quasi quattrocento anni di uno dei luoghi più emblematici del Rinascimento italiano. L’evento è organizzato da Villaggio Globale International e Civita Cultura, promosso dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche e dalla Città di Urbino, con la partecipazione del Museo del Louvre. Una mostra mai realizzata prima d’ora che permette di restituire un tratto della storia di Urbino e un capitolo fondamentale del nostro Rinascimento, ma che ci ricorda anche lo smembramento dei dipinti dello Studiolo - con la fine della dinastia dei Della Rovere e la devoluzione del ducato di Urbino allo Stato pontificio - facendo sì che solo la metà dei ritratti dei cosiddetti “Uomini illustri” sia conservata nel Palazzo mentre le restanti 14 tavole, giunte al Museo del Louvre nel 1863, non sono mai tornate prima d’ora in Italia. Lo studiolo d’Urbino, rispondeva all’antica idea di ricreare un ambiente adeguato a favorire studio e riflessione, radunando immagini di sapienti e oggetti rari con cui nutrire lo spirito. Un luogo di piccole dimensioni, collocato tra gli ambienti destinati alle funzioni pubbliche e quelli deputati al sacro, è composto da un continuum di tarsie lignee di bottega fiorentina raffiguranti libri, strumenti musicali e scientifici, armi e insegne, clessidre e personificazioni allegoriche che compaiono su ripiani della finta panca e fanno capolino da finte ante socchiuse. Un trionfo illusionistico coronato dai ritratti appunto di 28 Uomini Illustri collocati in gruppi di quattro, su due piani. Ciò che era stato concepito spazialmente e strutturalmente come unicum, un sistema organico fatto di aggregazioni e rimandi interni fu trasformato in una serie di ritratti individuali con la perdita del disegno unitario, dei riferimenti al Duca, del messaggio implicito. Un evento quanto mai atteso che assume un senso ancor maggiore alla luce del vasto progetto di indagini condotto dalla Soprintendenza di Urbino con le Università di Urbino e Bologna e parallelamente da parte del Centre de Recherches des Musées de France. È stato analizzato con nuove strumentazioni il retro delle tavole, confermando la ricostruzione dello Studiolo finora ritenuta valida; si sono indagati i pigmenti, gli strati pittorici e soprattutto – tramite riflettografie – i disegni sottostanti, provando l’esistenza di almeno due gruppi di disegni e dunque di almeno due mani. E se viene confermata la paternità già riconosciuta di Giusto di Gand, ancora dubbia rimane l’identificazione del secondo artista. L’eccezionale ricomposizione dello Studiolo sarà accompagnata da un innovativo apparato multimediale ma anche da poche e importati opere scelte, tra le quali compaiono anche lavori di Bartolomeo della Gatta, Domenico Rosselli, Francesco di Giorgio Martini e Giovanni Santi. Così le testimonianze urbinati degli artisti che lavorarono per lo studiolo si affiancano a opere che illustrano la personalità, il gusto e la cultura di Federico e di coloro che gli furono accanto. Ma l’universo del Duca, il suo sogno, le sue ambizioni sono tutte racchiuse lì: in quel luogo unico, intimo, emblematico che egli progettò e volle all’interno del Palazzo-Città di Urbino; nei volti, nei gesti, nella storia degli Uomini Illustri ora richiamati a corte per celebrarlo.Il catalogo di mostra è edito da Skira.
Per info: www.mostrastudiolourbino.it

Ufficio stampa
Antonella Lacchin
Villaggio Globale international
Tel. 041/5904893 –335/7185874
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