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Lusso ed eleganza. Porcellana francese a Palazzo Pitti e manifattura Ginori

Firenze, Museo degli Argenti, Palazzo Pitti

In occasione dei quarant’anni dalla apertura del Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e l’Associazione Amici di Doccia hanno voluto ricordare questo felice anniversario con una mostra al Museo degli Argenti che metta in evidenza al contempo l’importante collezione museale di Palazzo Pitti e la produzione della manifattura di porcellane di Doccia del periodo fra la dominazione napoleonica e la Restaurazione lorenese (1800-1830).
Fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, presso Sesto Fiorentino, la manifattura Ginori, allora modernissima, fu “impiantata in singolare e certo non programmata coincidenza con l’anno della morte di Gian Gastone de’ Medici, ultimo granduca della sua stirpe, quasi a segnare l’inaugurazione simbolica di una nuova era che sotto i Lorena, e specialmente sotto Pietro Leopoldo, avrebbe visto affermarsi in Toscana la crescita imprenditoriale e tecnologica. Se i Medici dal tempo del principe Francesco, in pieno XVI secolo, erano riusciti a produrre una sperimentale pseudo-porcellana, sarebbe toccato ai Ginori importare in Toscana, nella scia delle più avanzate manifatture europee, la tecnica dell’autentica porcellana orientale.” (Cristina Acidini).
Il cambiamento che l’avvento dell’impero napoleonico portò nel governo della Toscana ebbe i suoi riflessi nelle discipline artistiche fin dal regno di Etruria (1801-1807) con Luisa di Borbone Parma, ma soprattutto negli anni della presenza di Elisa Baciocchi. Costei, sorella di Napoleone, dapprima principessa di Lucca e Piombino (1805-1809) e poi granduchessa di Toscana (1809-1814), promosse un rinnovato interesse per le arti di cui da tempo si sentiva la mancanza. Il suo mecenatismo non soltanto richiamò a Firenze scultori, pittori e musicisti, ma sostenne anche le industrie artigiane toscane, incentivando la lavorazione della seta, della mobilia e della porcellana.
In questo rinnovato fervore artistico, la manifattura di Doccia ebbe un posto di rilievo, accogliendo importanti influssi francesi sia nella ricerca delle forme che nei moduli decorativi.
In mostra saranno presenti oltre 150 opere, 20 delle quali inedite. Prestigiosi i prestiti da musei internazionali quali Musée national de céramique di Sèvres, il Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo, il Palais Fesch-musée des Beaux-Arts di Ajaccio, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, la Fondation Napoléon di Parigi - che non ha una propria sede espositiva e quindi questa è un’occasione unica per vedere gli oggetti prestati -, il Museo Correr di Venezia, Il Museo Capodimonte di Napoli, la Galleria Sabauda di Torino, il Museo Napoleonico di Roma, oltre alla Galleria Palatina e alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti e al Museo Richard-Ginori della manifattura di Doccia. Numerosi anche i prestatori privati che hanno generosamente reso visibili al pubblico le loro opere.
Promotori dell’esposizione, curata da Andreina d’Agliano con la collaborazione di Livia Frescobaldi Malenchini, sono: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, il Museo degli Argenti, Firenze Musei con l’Associazione Amici di Doccia e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Catalogo Giunti-Sillabe. Per info: www.unannoadarte.it